20 ottobre 2020
Aggiornato 14:00
Scienza | Fisica

Cern: prime tracce della «particella di Dio»

L'enigma relativo all'esistenza del «bosone di Higgs» ha avuto una prima parziale riposta: i fisici del Cern di Ginevra ne hanno infatti rivelato alcune possibili tracce e sperano di fugare ogni dubbio entro la fine del 2012

GINEVRA - L'enigma relativo all'esistenza del bosone di Higgs, il «Santo Graal» della fisica delle particelle elementari, ha avuto una prima parziale riposta: i fisici del Cern di Ginevra ne hanno infatti rivelato alcune possibili tracce e sperano di fugare ogni dubbio entro la fine del 2012, quando sarà stata completata l'analisi degli esperimenti in corso. La ricerca è stata condotta da due team differenti (con gli esperimenti denominati «Atlas» e «Cms«) ciascuno all'oscuro dei risultati dell'altro.

«Atlas» - diretto dall'italiana Fabiola Gianotti - esclude al 95% la presenza della particella nell'intervallo di energie compreso fra i 131 e 453 GeV mentre rileva un possibile picco a 126 GeV (un livello di energia che corrisponde a poco più di cento volte la massa del protone) con una precisione statistica pari a 2,6 sigma; per la virtuale certezza che non si tratti di una casualità occorre tuttavia un valore pari a cinque.

Per il coordinatore del «Cms», l'italiano Guido Tonelli, si tratta di valori statistici prevedibili con i dati a disposizione e i relativamente bassi livelli di energie come quelli in gioco; l'esperimento conferma alcuni eventi «interessanti» nell'intervallo tra 120 e 131 GeV, con un picco sotto i 130 GeV (1,9 sigma). In ogni caso l'analisi degli ulteriori dati ottenuti nel corso dell'anno dovrebbero dare una risposta definitiva in merito all'esistenza o meno della particella.

Obiettivo a lungo termine dei ricercatori del Cern è quello di verificare - grazie soprattutto all'Lhc, il Large Hadron Collider - l'esistenza delle particelle supersimmetriche e delle dimensioni nascoste previste dalla teoria delle stringhe, oltre a comprendere meglio l'esatta natura della materia ed energia «oscure» che costituiscono gran parte della massa dell'Universo; soprattutto, dovrebbe essere finalmente prodotto il «bosone di Higgs», l'ultima particella prevista dal modello standard della fisica quantistica ancora da scoprire.

Ribattezzata «particella di Dio», il bosone (o meglio il «campo di Higgs» di cui è prodotto) è all'origine della manifestazione della massa e la conferma della sua esistenza potrebbe far compiere passi avanti nelle Teorie di Unificazione, verificate per le forze nucleari ed elettromagnetiche ma dalle quali la gravità rimane ancora esclusa.