19 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
Viaggio nello spazio

Ora i Lego vanno anche su Giove

Le tre statuine partite con la sonda Juno raffigurano Galileo, Giove e Giunone

MILANO - Tre pupazzetti della Lego sono in viaggio nello spazio, alla volta di Giove. La sonda Juno, infatti, ha cominciato, venerdì 5 agosto, il suo lungo viaggio verso il gigante gassoso del nostro Sistema solare, che raggiungerà nel 2016. Ma la curiosità di questa prima missione Nasa dell'era post-Shuttle è che a bordo della navicella, accanto ai sofisticati strumenti con i quali Juno esplorerà l'atmosfera e gli strati gassosi del pianeta (alcuni anche italiani), ci sono anche tre statuine che rappresentano Galileo Galilei e le antiche divinità Giove e Giunone.
I pupazzi sono stati creati dalla fabbrica di giocattoli danese, in collaborazione con la stessa Nasa, nell'ambito di un programma per stimolare nei ragazzi l'interesse per i temi scientifici.

Galileo e la scoperta delle 4 lune medicee di Giove: Io, Europa, Callisto e Ganimede saranno celebrati, inoltre, anche con una targa, anch'essa in volo sulla sonda, realizzata dall'Agenzia spaziale italiana e dall'Università di Padova.
Juno raggiungerà il pianeta più grande del sistema solare nel 2016 ed effettuerà almeno 30 orbite intorno al gigante gassoso per sondare la sua struttura interna.

La Nasa ha lanciato giovedì pomeriggio la sonda spaziale «Juno»: obbiettivo della missione, studiare la formazione dl pianeta Giove e - di conseguenza - i meccanismi di fabbricazione» di tutti i pianeti. La sonda partirà da Cape Canaveral alle 17.34 ora italiana, a bordo di un vettore Atlas: il viaggio verso Giove durerà cinque anni.
Giove suscita l'interesse degli astronomi perché potrebbe essere il pianeta formatosi per primo e conserverebbe la maggior parte degli «ingredienti primordiali» del sistema solare; di fatto, ha un massa tale (un millesimo di quella solare ma due volte e mezza quella di tutti gli altri pianeti messi insieme) da essere quasi una proto-stella, anche se non è chiaro se i suoi meccanismi di formazione siano analoghi a quelli dei corpi stellari. Per questo «Juno» («Giunone», non a caso) si avvicinerà al «consorte» a circa 5mila chilometri di distanza, immergendosi anche nella fascia delle radiazioni del pianeta.
In particolare, la sonda cercherà di accertare la quantità d'acqua contenuta nel pianeta, l'eventuale presenza di un nucleo solido al suo centro e l'origine della famosa «Macchia rossa», una gigantesca tempesta anticiclonica in corso da almeno 300 anni.