12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Spazio

L'astronauta lunare Duke: torniamo sulla luna per restarci

Membro Apollo 16 a Rovereto per mostra «Back to the moon»

ROVERETO - Perché tornare sulla Luna, a 40 anni dal primo allunaggio umano? «Stavolta torneremo sulla Luna per restarci, per stabilirvi una base scientifica permanente, e per svolgervi le ricerche che non abbiamo potuto compiere 40 anni fa»: così risponde Charlie Duke, uno dei 12 uomini che hanno camminato sul suolo lunare, giunto in Italia - per la prima volta a Rovereto, nel Trentino - per il festival scientifico «Discovery on film«in corso fino al 31 maggio al Museo Civico di Rovereto e, contestualmente, per la mostra «Back to the Moon», che fino al 31 luglio espone anche una roccia lunare portata sulla Terra proprio dalla missione Apollo 16, quella di Duke.

«E anche per mettere a punto tecniche di sopravvivenza che ci serviranno nelle prossime missioni, più lontano», aggiunge l'astronauta americano, nella conferenza stampa che ha tenuto dopo l'inaugurazione dell'evento roveretano. «E l'uomo vuole andare sempre più lontano, è nella sua natura voler andare oltre: la sfida oggi è oltre la Luna, la prossima tappa è Marte». A 74 anni splendidamente portati, Duke si è tolto qui a Rovereto uno sfizio molto personale: dopo quasi quattro decenni, raggiante di soddisfazione come un ragazzino, ha manovrato personalmente i comandi di un Lunar Rover, ricostruito per l'occasione in ogni dettaglio su precise indicazioni della NASA, «Finalmente!», ha esclamato fra gli applausi del pubblico, guidando l'autoveicolo sul quale aveva potuto operare solo come navigatore sul suolo lunare, dove aveva dovuto lasciarne la guida al suo comandante di missione.

E non ha lesinato complimenti entusiastici ai realizzatori del veicolo: «Una replica straordinariamente fedele», ha commentato. Duke non ha dubbi: è Marte la destinazione del prossimo «grande balzo per l'umanità». Ma la vera sfida che l'uomo vuole sempre vincere - ha tenuto a sottolineare- è la conoscenza scientifica: è soprattutto per questo che vale la pena, oggi, di tornare sulla Luna. Ma non potremo averne anche ricadute economiche? «Ci sono anche quelle, sulla Luna - spiega l'astronauta americano - potremo prendervi l'Elio-3, un elemento introvabile sulla Terra e necessario per la produzione dell'energia da fusione nucleare».

Duke ha vissuto su due fronti l'avventura della conquista lunare: prima dal Centro di Controllo di Houston (è sua la storica voce, che tutti ricordiamo, che interloquiva con i protagonisti del «grande balzo per l'umanità» sul suolo lunare), e poi in prima linea, quando scese lui stesso di persona sul nostro satellite. E adesso come sente questa avventura del ritorno, vissuta da altri astronauti? «Ma io in realtà sono ancora dentro questa avventura», risponde Duke; «Alla NASA mi consultano direttamente, anche nei dettagli, su tutti i problemi che ho vissuto e sulle loro possibili soluzioni. E per me quell'emozione è sempre rinnovata».