22 febbraio 2020
Aggiornato 21:00
L'intervista

Marrone (FDI): «Ecco perché è importante riaccendere i riflettori sull'Ucraina e sulle 13mila vittime dimenticate di quel conflitto»

Abbiamo raggiunto al telefono Maurizio Marrone (FDI), che ha proposto una delibera per la rimozione delle sanzioni alla Russia ed è appena tornato dal Donbass. Sentite cosa ci ha raccontato

ROMA - Non è un mistero che le sanzioni alla Russia, di recente nuovamente estese dal presidente Usa Donald Trump, siano un vero e proprio salasso per l'economia italiana. E poiché il nostro Governo, nonostante abbia più volte espresso perplessità sulla linea tenuta dall'Occidente, non ha ancora avuto il coraggio di dissociarsi da questa politica estera kamikaze, alcuni rappresentanti di enti locali hanno pensato di fare la propria parte in questo senso. Tra questi, Maurizio Marrone (Fratell'Italia), che ha proposto una delibera per la rimozione delle sanzioni alla Russia. Non solo: Marrone è appena tornato dal Donbass, regione dell'Ucraina dell'Est separatista. Una regione che, tradizionalmente e culturalmente molto legata alla Russia, ha rifiutato il corso che Kiev ha voluto imprimere al Paese dopo il «golpe di piazza di Maidan", rivendicando la propria autonomia e chiedendo l'annessione alla Federazione russa. Il Donbass è ancora oggi terreno su cui si combatte una guerra mista e «mimetizzata», ancora in corso, che ha mietuto - secondo i dati dell'Onu - 13mila vittime dal 2014, e dove le violazioni ucraine del cessate il fuoco concordato a Minsk continuano incessantemente. Il tutto, nella totale indifferenza dei media occidentali.  Marrone è stato nel Donbass ben 4 volte, la prima volta come osservatore delle violazioni del cessate il fuoco, come osservatore durante le elezioni e infine in occasione di incontri con i ministeri dell'Economia delle repubbliche filorusse.