17 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
Il primo solenne, il secondo fra la folla

Francia, i primi due discorsi di Macron da presidente

La vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi è cominciata con due discorsi: il primo solenne, alla Francia intera; il secondo fra la folla, ai suoi sostenitori

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PARIGI - La vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi è cominciata con due discorsi. Il primo, poco dopo i risultati, un appello in diretta alla nazione: la scelta di un discorso presidenziale, solenne, senza folla, rivolto anche a chi non lo ha votato. Ma rivolto anche all'Europa. «Conosco le divisioni del nostro paese, che hanno portato alcuni a un voto estremizzato. Capisco la collera, l'ansia, i dubbi che molti di voi hanno espresso». "Difenderò l'Europa, la comunità di destini che si sono dati i popoli del nostro continente» ha detto.

Il discorso ai suoi sostenitori
Più tardi, proprio sulle note dell'Inno alla gioia di Beethoven, l'inno europeo, Macron è arrivato sulla spianata del Louvre per parlare ai sostenitori. Questo è stato il momento della festa popolare. Ma anche qui il neopresidente all'inizio si è presentato solo, a simboleggiare forse la solitudine del potere. Gli stessi temi in un altro contesto: «Una parola per coloro che hanno votato per la signora Le Pen. No, non fischiate. Hanno espresso la collera, la delusione, a volte le loro convinzioni. Li rispetto, ma farò il possibile nei prossimi cinque anni perché non ci sia più motivo di votare per gli estremi» ha detto Macron. E poi, ancora, l'Europa: «L'Europa e il mondo aspettano che difendiamo ovunque lo spirito illuminista, così minacciato». E prima della festa lo sguardo alle legislative di giugno, banco di prova del suo potere: «Questa maggioranza del cambiamento è quella che aspetto da voi fra sei settimane perché avrò ancora bisogno di voi». E infine la marsigliese e la celebrazione sul palco con la moglie Brigitte.