17 febbraio 2020
Aggiornato 16:30

Strage in Siria, Medici Senza Frontiere: vittime esposte ai gas

Composti di agenti neurotossici con presenza di sarin e cloro

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Milano, - Un'équipe medica di Medici Senza Frontiere, operativa in Siria nel Dipartimento d'urgenza dell'ospedale di Bab Al Hawa, nella provincia di Idlib vicino al confine con la Turchia, ha confermato che i sintomi manifestati dai pazienti dopo il presunto "attacco" chimico che ha provocato 72 vittime nella località siriana di Khan Sheikhun, roccaforte dei gruppi armati che si oppongono al regime di Bashar al-Assad, sono coerenti con l'esposizione ad agenti neurotossici.

Diverse vittime sono state trasportate all'ospedale di Bab Al Hawa e otto pazienti hanno mostrato sintomi come pupille contratte, spasmi muscolari, defecazione involontaria, collegabili all'esposizione ad agenti come gas sarin o composti simili.

Le unità mediche di Medici Senza Frontiere hanno visitato anche altre strutture che stavano trattando pazienti colpiti dall'attacco e hanno riscontrato che le vittime manifestavano un odore di candeggina, il che suggerisce un'esposizione al cloro, elementi che sembrano suggerire che le vittime di Khan Sheikhoun siano state esposte ad almeno due agenti chimici diversi. L'ong ha fornito farmaci e antidoti per trattare i pazienti oltre a indumenti protettivi per lo staff medico del pronto soccorso dell'ospedale.

La comunità internazionale ha subito condannato il regime di Damasco per quello che definisce un attacco deliberato mentre il comando militare siriano ha categoricamente negato le accuse. Dal canto suo la Russia, storico alleato della Siria, ha sostenuto che le bombe lanciate dall'aviazione siriana hanno colpito depositi di armi e una fabbrica di munizioni nella periferia est della città, facendo esplodere un arsenale chimico ribelle.