15 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
Emergenza sbarchi

Migranti danno fuoco al campo nomadi di Lesbo

Alcuni immigrati hanno appiccato le fiamme come segno di protesta in seguito alla morte di una donna e di un bambino in un incendio divampato nella loro tenda

LESBO - In fiamme il campo profughi di Moria, sull'isola greca di Lesbo. Alcuni migranti hanno appiccato il fuoco come segno di protesta in seguito alla morte di una donna e di un bambino in un incendio divampato nella loro tenda.

Scontri con la polizia
La donna di 66 anni stava cucinando quando è rimasta uccisa dall'esplosione di una bombola di gas, che ha poi innescato l'incendio. Un bambino di sei anni che si trovava nella tenda è morto per le ferite riportate; la madre e il fratello di quattro anni, sono stati ricoverati con ferite gravi. Dopo questo incidente, alcuni migranti hanno dato fuoco al campo, provocando danni ingenti. Ci sono anche stati scontri tra agenti e migranti, sei dei quali sono rimasti feriti in modo lieve. "Non va bene qui a Moria. Ogni giorno scontri e fuoco. E ora anche i morti. Per favore aiutatemi", è l'appello di un migrante del campo. Negli ultimi mesi sono stati registrati diversi incidenti nei campi profughi presenti sulle isole greche dell'Egeo, che ospitano circa 16.000 persone pur avendo una capienza di 7.500 posti. Il campo di Moria dovrebbe ospitare 3.500 persone, ma al momento ne conta oltre 5.000.