13 novembre 2019
Aggiornato 23:30
Il politilogo: 'Renzi non avrà problemi con il nuovo Presidente'

Usa 2016, Luttwak: Trump chiederà all'Europa di pagare di più per la Nato

Il politilogo Edward Luttwak spiega quali cambiamenti apporterà Donald Trump nella politica estera americana e nei rapporti con l'Europa

NEW YORK - «Trump è stato ed è sensibile al movimento Brexit che ha fortemente appoggiato, perchè è a favore del recupero dell'identità nazionale e del recupero del controllo della macroeconomia e della finanza pubblica dei Paesi europei». E' il parere del politologo americano Edward Luttwak, ottimo conoscitore dei repubblicani americani, dell'Italia e dell'Europa.

Tra Usa e Italia buoni rapporti
Secondo Luttwak l'appoggio del nostro premier Renzi alla candidatura Clinton non avrà conseguenze sui rapporti con Trump. «Renzi - dice Luttwak - voleva avere migliori rapporti col presidente Obama e vorrà avere buoni rapporti col nuovo presidente Trump, quando arriverà alla Cara Bianca il 20 gennaio. Se Renzi ha fatto dichiarazioni pro Clinton, è stato evidentemente non positivo, ma io non ho visto queste dichiarazioni e dubito seriamente che le abbia viste anche Trump. Quando si incontreranno, dubito seriamente che Trump lo prenderà a calci per quello che ha detto a favore di Hillaty».

Il futuro della Nato
Sul futuro della Nato e della guerra all'Isis Luttwak afferma: «L'idea di Trump è che la Nato è un club e che i membri di un club debbono pagare in proporzione alla loro ricchezza. Ci sono Paesi europei che hanno redditi pro capite superiori a quello degli Usa, ma spendono molto meno per la loro difesa. Se la Nato è davvero importante per difendere l'Europa, allora gli europei debbono pagare. Questo non è isolazionismo, perchè Trump non vuole abbandonare l'Europa. Semmai vuole rendere la Nato più stabile abbandonando questa anomalia nata tanti anni fa quando gli europei erano schiantati dalla seconda guerra mondiale. La guerra è finita tanti anni fa, i danni visibili sono stati riparati e Trump chiede agli europei di fare di più».

Pugno duro contro l'Isis
E continua: «Per quel che riguarda lo Stato islamico, l'Amministrazione Trump non sarà indulgente verso il fondamentalismo islamista come l'Amministrazione Obama. Il problema è che in Iraq lo Stato islamico è combatturo dall'Iran e dai suoi seguaci sciiti, cioè dai nostri nemici. Quindi non c'è nulla di rassicurante nel fatto che gli islamisti di Mosul o Raqqua siano battuti dai nostri nemici e non dai nostri amici. La volontà di collaborazione con Putin riguarda soprattutto l'Ucraina. Per quanto riguarda la Siria, se Putin continuerà ad essere alleato con l'Iran, non ci sarà nessun accordo, anzi potrrebbe esserci un'azione più aggressiva da parte degli Stati Uniti».