22 maggio 2022
Aggiornato 16:00
Relazioni internazionali

La Finlandia pensa alla NATO (facendo infuriare Mosca)

I sondaggi suggeriscono che la maggioranza dei finlandesi ora sono favorevoli a candidarsi per la Nato. È successo esattamente un mese fa quando la Russia ha attaccato l'Ucraina

Sanna MARIN (Primo Ministro, Finlandia)
Sanna MARIN (Primo Ministro, Finlandia) Foto: Unione Europea

HELSINKY - "Non è una novità che la Russia non sarebbe felice se la Finlandia entrasse nella NATO». Terhi Suominen lo afferma, con alle spalle un enorme cartellone giallo blu, con due colombe bianche ai lati che svetta al centro di Helsinki. È la Segretaria generale del Consiglio Atlantico di Finlandia (ACF), un'organizzazione indipendente, apartitica e senza scopo di lucro, dedita alla promozione della discussione sulle questioni euro-atlantiche con un'attenzione particolare alla politica estera e di sicurezza. «La Russia ha attaccato l'Ucraina e quello che è successo dopo è quello che noi vediamo», aggiunge in un'intervista ad askanews nella capitale finlandese, dopo che nei mesi scorsi sia il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, sia la portavoce dello stesso ministero Maria Zakharova hanno parlato di «conseguenze» nel caso di un ingresso finlandese nell'Alleanza.

Ma in Finlandia è iniziato un vivace dibattito pubblico sull'adesione. «Nella nostra storia abbiamo avuto eventi traumatici, che ci hanno spiegato che cosa significa essere soli», dice Suominen. Chiaro il riferimento alla resa finlandese del marzo del 1940, quando fu firmato il Trattato di Mosca che prevedeva la cessione all'Unione Sovietica della Carelia meridionale e di Viipuri (l'attuale Vyborg russa, che qualcuno definisce l'Odessa finlandese), all'epoca seconda città della Finlandia.

Suominen sottolinea che ai finlandesi «è capitato» di trovarsi da soli «durante la seconda guerra mondiale e penso che questo sia il motivo per cui hanno iniziato a pensare proprio ora - nel bel mezzo della guerra in Ucraina - che unirsi alla Nato sarebbe quella opzione che ci permetterebbe di essere parte di quella comunità, che l'articolo quinto garantisce». Ovvero quel passaggio del trattato dell'Alleanza Atlantica, invocato una sola volta dagli Stati Uniti all'indomani dell'11 settembre, che implica l'assistenza militare dell'intera Nato nel caso in cui un membro dovesse subire un attacco. Ovvero «non essere più soli».

Secondo la segretaria generale del Consiglio il frangente che si è venuto a creare dall'invasione russa dell'Ucraina rappresenta qualcosa di particolare per il suo Paese. «Stiamo vivendo un momento davvero storico» dice. «Oltre al supporto della popolazione abbiamo anche molte pressioni sui nostri leader politici, in merito al fatto se la Finlandia debba davvero unirsi alla Nato o no».

L'idea di un referendum sull'adesione alla NATO sembra essere stata abbandonata. Secondo la Costituzione finlandese, l'ultima parola in materia di politica estera, ad esempio l'adesione o le dimissioni da organizzazioni internazionali, spetta al capo di stato in collaborazione con il governo.

Il presidente Sauli Niinistö avrebbe già preso una decisione sulla possibile adesione della Finlandia alla NATO, ma dice che non rivelerà la sua posizione prima che il Parlamento abbia avuto abbastanza tempo per elaborare la questione. Intervistato dal canale MTV3 mercoledì 23 marzo, Niinistö ha affermato che la sua posizione sulla NATO è «abbastanza chiara», ma che intende dare al Parlamento campo libero e non influenzare le conclusioni che altri potrebbero raggiungere. Rendere pubblica la propria opinione potrebbe «limitare quella libertà», ha affermato il presidente. Anche il capo di governo Sanna Marin (SDP) ha affermato che non avrebbe ancora annunciato la propria opinione sulla Nato.

«Abbiamo in questo momento diversi processi in corso» afferma Suominen. «Uno di questi è la preparazione di una White paper, legata ai possibili cambiamenti nella nostra politica estera. Non ci sono raccomandazioni su questa carta sul fatto che la Finlandia debba o non debba unirsi alla Nato. Ma piuttosto, è un documento molto importante per il Parlamento finlandese. Per arrivare a una decisione davvero storica».

La scorsa settimana, il governo di Marin ha deciso di redigere un Libro bianco rivisto sulla politica estera e di sicurezza e aggiornato alla luce dell'attacco della Russia all'Ucraina. Il nuovo rapporto intende valutare i vantaggi e gli svantaggi della possibile adesione della Finlandia alla Nato.

Mentre i sondaggi suggeriscono che la maggioranza dei finlandesi ora sono favorevoli a candidarsi per la Nato. «È successo esattamente un mese fa quando la Russia ha attaccato l'Ucraina. In base ai sondaggi circa il 60% dei finlandesi è a favore dell'ingresso nella Nato della Finlandia. Soltanto un quinto di loro è contrario». (Di Cristina Giuliano e Serena Sartini)