20 settembre 2020
Aggiornato 06:30
Stati Uniti

USA 2020, si parte: Iowa al voto, come funzionano i caucus

Oggi, i caucus dell'Iowa apriranno la corsa alla nomination democratica (e, formalmente, anche a quella repubblicana), dando un primo segnale sul possibile andamento della stagione elettorale

Bernie Sanders, Joe Biden ed Elizabeth Warren
Bernie Sanders, Joe Biden ed Elizabeth Warren ANSA

NEW YORK - Oggi, i caucus dell'Iowa apriranno la corsa alla nomination democratica (e, formalmente, anche a quella repubblicana), dando un primo segnale sul possibile andamento della stagione elettorale dopo mesi di campagna elettorale, dibattiti, sondaggi. L'Iowa è uno Stato piccolo e poco rappresentativo degli Stati Uniti, con 3 milioni di abitanti sui 327 milioni del Paese, per il 90% bianchi e per il 60% protestanti. L'Iowa assegna solo 41 dei 3.979 delegati «impegnati» (esistono poi i superdelegati, che non devono rispettare l'indicazione popolare) che voteranno il candidato presidenziale alla Convention nazionale, eppure ha storicamente un grande peso nella scelta dei candidati.

Il sistema di voto

Il modo in cui i democratici dell'Iowa votano è molto diverso da quella della maggior parte degli altri Stati: invece di esprimere il proprio voto segreto in un seggio elettorale, gli elettori si riuniscono in 1.678 caucus e 99 'satelliti', organizzati nelle palestre delle scuole, nelle sale comunali, negli spazi parrocchiali e persino nei salotti di casa, dove dichiarano pubblicamente il sostegno per un candidato raggruppandosi fisicamente in un punto della sala, entro un determinato periodo di tempo (solitamente 30 minuti).

Durante la fase di scelta, i rappresentanti dei candidati provano a convincere le persone in tutti i modi, anche con biscotti e panini, come raccontato, per esempio, nel libro «Why Iowa? How Caucuses and Sequential Elections Improve the Presidential Nominating Process» pubblicato dall'Università di Chicago diversi anni fa. Si procede poi al conteggio e un candidato sostenuto da più del 15% dei presenti viene considerato 'viable', ovvero sostenibile; chi lo ha sostenuto, a quel punto, non può più appoggiare un altro candidato. Gli elettori che hanno scelto un candidato «non sostenibile», invece, possono spostarsi in un altro gruppo di elettori, provare a convincere gli elettori di altri candidati «non sostenibili» a sostenere il proprio per raggiungere la quota minima oppure scegliere di abbandonare la votazione. La soglia del 15% è quella adottata dalla maggior parte dei caucus; nelle riunioni più piccole, invece, si applica una soglia più alta.

Poi, si procede a una seconda conta. Ogni candidato che superi la soglia minima è premiato con almeno un delegato, a seconda dei voti ottenuti. Usando una formula matematica, il partito calcola quanti «delegati statali equivalenti» ha ottenuto ogni candidato in ogni riunione; il candidato con più delegati per la Convention democratica nazionale è il vincitore dei caucus dell'Iowa.

I partecipanti ai caucus non scelgono i delegati alla convention nazionale che voteranno il candidato alla presidenza, come succede alle primarie, ma i delegati che li rappresenteranno alla convention di contea, dove ha luogo un identico procedimento, poi ripetuto alle convention distrettuali e poi a quelle statali, dove vengono selezionati i delegati per la convention nazionale. I caucus non nacquero come sistema di nomina presidenziale, ma per aiutare i partiti a organizzarsi a livello locale.

La maggior parte degli Stati ha abbandonato i caucus in favore delle primarie, più veloci e generalmente più economiche. Alle primarie, gli elettori votano una volta e i delegati per la convention nazionale vengono assegnati proporzionalmente ai candidati. I cittadini dell'Iowa restano però grandi sostenitori dei caucus, perché permettono di discutere pubblicamente dei candidati. Quest'anno, è prevista una novità: il partito non solo determinerà il vincitore con il conteggio dei «delegati statali equivalenti», ma renderà noto l'andamento di tutte le votazioni, per rendere il processo più trasparente.

L'importanza dell'Iowa

Diversi fattori hanno spinto i caucus dell'Iowa, negli anni '70, alla ribalta della politica nazionale. Nel 1972, dopo la riforma decisa dal partito democratico per limitare il potere della leadership del partito e aprire il processo di scelta del candidato presidenziale, l'Iowa dovette anticipare i suoi caucus - per rispettare le nuove norme sulla scelta dei delegati - da marzo o aprile, quando erano regolarmente organizzati, a gennaio, prima delle primarie del New Hampshire.

Quattro anni dopo, Jimmy Carter, ex governatore della Georgia poco conosciuto, vinse a sorpresa i caucus dell'Iowa, che servirono come trampolino di lancio a livello nazionale. Fece una campagna porta a porta molto simile anche in New Hampshire (dove si organizzano le prime primarie, una settimana dopo), ottenendo un'altra inaspettata vittoria. Il successo strategico della campagna elettorale di Carter contribuì a rendere fondamentali i due Stati per ottenere la nomination, nonostante il numero esiguo di delegati assegnati. Nel 1980, il partito democratico cambiò le regole per preservare il loro ruolo e impedire agli altri Stati di anticipare l'organizzazione di caucus e primarie; anche il partito repubblicano fece lo stesso.

I candidati

Sono undici i candidati che, alla vigilia dei caucus in Iowa, sono in lizza per la nomination democratica. Tre i favoriti: l'ex vicepresidente Joe Biden e i senatori Bernie Sanders ed Elizabeth Warren. Secondo la media dei sondaggi di RealClearPolitics per i caucus dell'Iowa, in testa c'è Sanders con il 23,8%, seguito da Biden con il 20,2%, dall'ex sindaco Pete Buttigieg con il 15,8% e da Warren con il 14,6%. Molto simile la media formulata da FiveThirtyEight: Sanders 22,1%, Biden 21,5%, Buttigieg 15,5%, Warren 14,3%. Nel 2016, Hillary Clinton sconfisse Sanders con il margine più esiguo (0,25 punti percentuali) mai registrato ai caucus dell'Iowa.