23 aprile 2019
Aggiornato 05:30
Stati Uniti

Chicago, eletta la prima sindaca nera e omosessuale: «É il cambiamento contro lo status quo»

A maggio, l'esponente democratica succederà al collega di partito Rahm Emanuel rendendo Chicago la città statunitense più grande ad aver mai eletto un'afroamericana come sindaco

Lori Lightfoot, neo sindaco di Chicago
Lori Lightfoot, neo sindaco di Chicago ( ANSA )

CHIGAGO - Si sapeva già che Chicago avrebbe avuto, per la prima volta, una sindaca afroamericana, dopo il primo turno delle elezioni, dato che afroamericane erano entrambe le sfidanti. Con la vittoria di Lori Lightfoot, 56 anni, ex procuratrice federale, la terza città degli Stati Uniti avrà anche il suo primo sindaco apertamente omosessuale. A maggio, l'esponente democratica succederà al collega di partito Rahm Emanuel - che ha ricoperto l'incarico per due mandati - rendendo Chicago la città statunitense più grande ad aver mai eletto un'afroamericana come sindaco.

Lightfoot ha vinto con largo distacco il ballottaggio contro Toni Preckwinkle, 72 anni, presidente del Consiglio della contea di Cook, una politica di lungo corso, molto più conosciuta della rivale.

Già dal primo turno, però, era chiaro che gli elettori fossero alla ricerca di un outsider, in una città pervasa da corruzione e criminalità, che aveva sempre premiato esponenti del 'sistema'. Prendendo la parola durante la notte, quando la sua vittoria (in tutte e 50 le circoscrizioni elettorali) era ormai chiara, Lightfoot ha detto: «Abbiamo lottato contro interessi potenti, una macchina potente e un sindaco potente. Nessuno ci dava molte possibilità».

L'ascesa di Lightfoot sembrava improbabile solo poche settimane fa, quando altri tredici candidati, molti dei quali più conosciuti e accreditati, erano in corsa per la carica di sindaco. Gli elettori, però, hanno subito bocciato politici come l'ex segretario al Commercio, Bill Daley, la cui vittoria avrebbe sancito il successo di una delle famiglie politiche più potenti degli Stati Uniti: il padre, Richard J. Daley, è stato sindaco di Chicago per 21 anni; il fratello maggiore, Richard M. Daley, lo è stato per 22 anni.

La campagna elettorale è stata incentrata su corruzione e violenza, due piaghe della città conosciute nell'intero Paese e all'estero, e sul problema del deficit pensionistico. Tra le proposte che Lightfoot ha intenzione di trasformare subito in azione politica, si segnalano: l'aumento della disponibilità di case popolari, l'imposizione di un'imposta sulle transazioni immobiliari per generare fondi per aiutare i senzatetto, la creazione di un ufficio di sicurezza pubblica per ridurre il crimine e riformare la polizia.

Lightfoot, che non ha mai ricoperto incarichi elettivi, è stata anche a capo del Chicago Police Board, una commissione indipendente, nominata dal sindaco, che decide sui casi disciplinari che riguardano i poliziotti della città, e ha guidato la task force che preparò, dopo l'uccisione di Laquan McDonald, un diciassettenne ucciso da un poliziotto, il rapporto sulle discriminazioni della polizia nei confronti dei residenti afroamericani.