23 gennaio 2019
Aggiornato 11:00
Ungheria

«Buon Natale signor premier»: in Ungheria la protesta anti-Orban contro «legge schiavista»

Nuova manifestazione contro Orban e la sua «legge schiavista» sugli straordinari al lavoro. Tutti i partiti di opposizione hanno partecipato, dai Verdi all'estrema destra, passando per i socialisti e i liberali

Manifestazione anti-Orban a Budapest
Manifestazione anti-Orban a Budapest

BUDAPEST - Viktor Orban si ritrova di fronte a un'onda crescente di contestazione senza precedenti per il primo ministro ungherese negli ultimi 10 anni al potere. Ieri migliaia di persone sono tornate a manifestare a Budapest, rispondendo all'appello dell'opposizione e dei sindacati che chiedono di protestare contro la cosiddetta «legge schiavista» e più in generale contro alcuni aspetti della sua politica che fanno ulteriormente temere per la tenuta democratica del Paese centro-europeo. La marcia anti-governativa è partita da Piazza degli Eroi e secondo stime diffuse dai media ha riunito circa 15mila persone in un corteo arrivato alla piazza del Parlamento, già teatro di tre serate di protesta. Tutti i partiti di opposizione hanno partecipato, dai Verdi all'estrema destra, passando per i socialisti e i liberali. Il motto del raduno era «Buon Natale primo ministro», in riferimento al modo in cui Orban ha di recente eluso una domanda sulla sua politica, tagliando corto con un «Buon Natale».

Le ragioni della protesta
La norma in questione è stata adottata mercoledì e porta a 400 l'anno le ore di straordinario che un datore di lavoro può chiedere ai propri dipendenti, mentre i pagamenti saranno «spalmabili» su tre anni. Gli straordinari non sono obbligatori, ma difficilmente un lavoratore può sottrarsi a generali richieste dell'azienda. Oltre alla legge «schiavista», i manifestanti hanno reclamato l'abrogazione di una norma adottata sempre mercoledì, che crea giurisdizioni specifiche per materie come le gare pubbliche d'appalto e i contenziosi elettorali, alimentando i timori per l'indipendenza della magistratura. Altra rivendicazione portata in piazza ieri è stata la richiesta di indipendenza e di obiettività dei media pubblici, sempre più apertamente schierati su linee pro-governative e diretti verso un'ulteriore concentrazione in seno ad un'associazione creata da editori e magnati vicini ad Orban.

Scontri e fumogeni
Dopo la fine dell'azione di piazza, verso le 19, alcune migliaia di persone dirette da deputati dell'opposizione parlamentare - Akos Hadhazy e Bernadett Szel, ex esponenti del partito verde LMP, noti in Ungheria per l'impegno anti-corruzione - hanno sfilato davanti alla sede della tv pubblica, chiedendo che venisse letta la loro petizione. Di fronte al prevedibile rifiuto, alcuni manifestanti hanno gettato oggetti e ordigni fumogeni verso il cordone della polizia, che ha risposto lanciando gas lacrimogeni.