18 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

Missionario sbarca su un'isola per convertire gli indigeni "a Gesù": ucciso a colpi di freccia

John Allen Chau è sbarcato sulla remota isola di North Sentinel, nell'Oceano Indiano. Dalla canoa ha lanciato pesce agli indigeni in segno di pace. Inutilmente

John Allen Chau in una foto su Facebook. A sinistra il popolo dei sentinelesi
John Allen Chau in una foto su Facebook. A sinistra il popolo dei sentinelesi (Facabook/Youtube)

INDIA - L'isola di North Sentinel è uno degli ultimi luoghi della terra abitato solo da indigeni. Lì, per legge, nessuno può sbarcare. Il motivo: tutelare la popolazione. Anche un semplice raffreddore, per loro, può essere letale. Ma John Allen Chau, un missionario-avventuriero, è riuscito a convincere un gruppo di pescatori ad accompagnarlo oltre la barriera corallina che circonda l'isola. Poi, su una canoa, ha cercato di avvicinarsi alla costa. Il suo obiettivo: portare la parola di Gesù a quel popolo primitivo. A bordo del kayak solo pesce e palloni, come si legge sul diario, i cui estratti sono stati pubblicati dalla stampa locale.

L'arrivo sull'isola e l'assalto degli indigeni
Arrivato nei pressi della spiaggia ha iniziato a urlare «Mi chiamo John, io vi amo e Gesù vi ama» lanciando verso gli indigeni pesce e palloni. Neanche il tempo di toccare terra, però, che il missionario-avventuriero è stato raggiunto da un fitto lancio di frecce. Così ha fatto marcia indietro ed è tornato a bordo dell'imbarcazione che lo aveva accompagnato fino alla barriera corallina.

Una notte a bordo, poi il secondo tentativo. Fatale
Una volta a bordo ha appuntato quanto accaduto sul suo diario. Sulla barca ha trascorso la notte. Poi, la mattina seguente, ha cercato nuovamente di attraccare sull'isola. Stavolta, però, il lancio di frecce da parte degli indigeni non gli ha lasciato scampo. «Potete credere che io sia pazzo, ma penso che valga la pena di annunciare Gesù a questa gente"» aveva scritto l'uomo in una lettera ai genitori. «Per favore non arrabbiatevi con loro o con Dio se vengo ucciso»

L'isola di North Sentinel
Sono solo 150 le persone, i sentinelesi, che abitano questo luogo remoto nel golfo del Bengala. Qui nessuno può avvicinarsi, né stranieri né indiani. La legge prevede un divieto di navigazione fino a tre miglia dall'isola, frutto di un accordo - mai ufficializzato in realtà ma ben noto alle autorità - con gli indigeni. Una sorta di patto che viene dal passato. La tribù è notoriamente ostile agli estranei e nel 2006 uccise due pescatori la cui barca strappò l'ancora e si arenò sulle coste dell'isola. Famoso lo scatto di sentinelese, immortalato mentre lanciava frecce contro un elicottero della Marina indiana venuto a controllare la situazione dell'isola dopo lo tsunami del 2004.

Il recupero del corpo
I pescatori, secondo la testimonianza di un altro missionario, hanno visto gli indigeni seppellire i resti dell'uomo sulla spiaggia. Il recupero del corpo sarà quasi impossibile: la polizia locale si è già rivolta a un team di antropologi ed esperti forestali e tribali. Un elicottero e una nave sono in zona per determinare il posto esatto in cui si è svolto l'incidente, mantenendosi comunque a distanza dall'isola, e la polizia sta cercando di capire come gestire il recupero.