17 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

A Palermo si apre la Conferenza di pace per la Libia (con un grande assente)

Tra i big che non parteciperanno ai lavori, pesa il forfait del maresciallo Khalifa Haftar. Città blindata per due giorni, si cerca di stabilizzare il Paese nordafricano

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a Tunisi
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a Tunisi (Filippo Attili | Ufficio stampa palazzo Chigi | ANSA)

PALERMO – Si apre oggi a Palermo la Conferenza di pace per la Libia: alle 19 di oggi all’hotel Villa Igiea il presidente del Consiglio Giuseppe Conte accoglierà i capi delegazione impegnati nel vertice. Gli obiettivi dichiarati sono stabilizzare il Paese nordafricano, strappando la gestione della sicurezza alle milizie, e tracciare una roadmap per le elezioni. Un summit che però conta numerose assenze importanti. Dalla Russia non ci verrà il presidente Vladimir Putin, che sarà rappresentato dal premier Dimitri Medvedev e dal viceministro degli Esteri Mikhail Bogdanov. Dagli Stati Uniti invece è atteso il consigliere speciale del dipartimento di Stato per il Medio Oriente, David Satterfield. Assente anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, al posto della quale sarà presente il sottosegretario agli Esteri Niels Annen.

I conti senza l'oste
Ma le maggiori incognite della vigilia della Conferenza riguardano sicuramente il maresciallo Khalifa Haftar, capo dell’Esercito nazionale libico e comandante della Cirenaica, il quale non sarà a Palermo. Questa defezione sarebbe da ricollegare alla partecipazioni al tavolo di alcune parti non gradite ad Haftar, in particolare rappresentanti del Qatar e di un gruppo legato ad Al Qaeda. In Libia ieri si sono diffuse indiscrezioni giornalistiche secondo cui il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avrebbe incontrato Haftar a Rajma, nei pressi di Bengasi, proprio per convincerlo a partecipare alla conferenza di Palermo. Il governo italiano ha smentito, ma «fonti dell'Esercito nazionale libico hanno confermato che Conte è stato a Rajma», ha aggiunto il sito libico Libyan Address Journal. E durante questo incontro si sarebbe raggiunto un compromesso: Haftar non parteciperà ai lavori, ma sarà presente a un incontro a margine del summit, in cui discuterà delle condizioni di sicurezza con Italia, Egitto, Russia, Ciad, Sudan e Niger.

La necessità di un patto
Trovare un'intesa tra Tripoli, Tobruk, le milizie e le tribù non si preannuncia facile. Ma, in una lunga intervista alla Stampa, Conte, ha sottolineato: «Ho incontrato personalmente e a lungo Haftar pochi giorni fa a Roma ed ho condiviso con lui valutazioni sulla situazione libica e aspettative rispetto alla conferenza di Palermo. La sua visione non è certamente coincidente con quella del presidente Sarraj e la storia recente lo dimostra. Ciò tuttavia non significa, anzi, che non valga la pena metterli intorno allo stesso tavolo o che sia aprioristicamente esclusa la possibilità di individuare un percorso dove convogliare le diverse istanze. Mandela ha osservato che 'il compromesso è l’arte della leadership e i compromessi si fanno con gli avversari, non con gli amici'. Mi aspetto che Haftar sia presente perché sicuramente è uno degli attori determinanti per la stabilizzazione del suo Paese», aggiunge il premier.