13 dicembre 2018
Aggiornato 20:30

La Merkel rimpatria 40 mila migranti in Algeria (ma lei non è razzista)

In visita ad Algeri, la cancelliera tedesca ha annunciato che respingerà i nordafricani a cui è stato negato il diritto d'asilo, con l'accordo del premier locale
La cancelliera tedesca Angela Merkel
La cancelliera tedesca Angela Merkel (Omer Messinger | EPA)

ALGERI – Anche la Germania procede ai suoi rimpatri: ma nel caso della Merkel, a differenza di Salvini, nessuno si straccia le vesti o grida al razzismo. E pensare che sono parecchie decine di migliaia gli algerini a cui Berlino ha negato il diritto d'asilo, e che quindi saranno rimpatriati nel loro Paese d'origine.

Accordo per i respingimenti
L'Algeria, del resto, è pronta ad accogliere tutti i suoi cittadini in situazione irregolare in Germania: lo ha assicurato il Primo ministro algerino Ahmed Ouyahia in occasione di una visita ufficiale della cancelliera tedesca Angela Merkel. «Vi confermo che l'Algeria recupererà i suoi figli, che si tratti di 3 mila o di 5 mila» algerini, ha affermato Ouyahia in una conferenza stampa congiunta ad Algeri con Merkel. In realtà, secondo le stime dello stesso premier nordafricano, sarebbero ben 40 mila i migranti che la Merkel è pronta a rimpatriare in Algeria, che nello stesso incontro con i giornalisti ha definito un «Paese sicuro». L'unica riserva di Ouyahia è quella di poter procedere alla «identificazione» della nazionalità.

Strette di mano
L'Algeria vuole «eliminare il prima possibile questo dossier dalle relazioni» eccellenti con Berlino, ha sottolineato. Merkel ha ricordato la «volontà della Germania di accogliere coloro che hanno buone ragioni di fuggire dal loro Paese», come iracheni o siriani, di fornire loro «un diritto di soggiorno» e «la possibilità di lavorare». Per i migranti che non sono eligibili ad un titolo di soggiorno, ha sottolineato Merkel, «mi aspetto un intervento dello Stato. A tal fine, abbiamo bisogno di partner che sono d'accordo con noi e l'Algeria è uno di questi», ha concluso. Secondo il Primo ministro algerino, il suo Paese «combatte contro i migranti illegali e non poteva che intendersi con il governo tedesco su questa questione». Ha inoltre ricordato che Algeri e Berlino sono legati da un accordo di riammissione dal 1997. «L'Algeria combatte per il resto della comunità internazionale» impedendo «oggi anno a 20 mila-30 mila persone di entrare illegalmente in Algeria e spesso dall'Algeria di proseguire il viaggio» verso l'Europa, ha affermato Ouyahia. Il premier di Algeri ha anche fermamente negato che l'Algeria abbandoni «gli africani nel deserto», come accusano varie Ong.