19 agosto 2018
Aggiornato 21:00

Erdogan tuona contro Israele: «Paese più fascista e razzista al mondo»

La legge approvata dalla Knesset che ha definito lo Stato isrealiano la «nazione del popolo ebraico» ha scatenato l'ira del presidente turco: «Passiamo all'azione»
Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan
Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan (EPA/ERDEM SAHIN)

ANKARA – Israele è il Paese «più fascista e razzista al mondo». È la dura accusa lanciata dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, dopo il voto la scorsa settimana della Knesset che ha definito il Paese come «lo stato-nazione del popolo ebraico». «Questa misura ha dimostrato, senza lasciare posto al minimo dubbio, che Israele è lo stato più sionista, più fascista e più razzista del mondo», ha tuonato Erdogan durante un discorso di fronte al suo gruppo parlamentare ad Ankara, mentre i deputati gridavano «sia maledetto Israele». Il testo adottato giovedì scorso dalla Knesset designa «lo stato di Israele come lo Stato nazionale del popolo ebraico dove applica il suo diritto naturale, culturale, religioso, storico», precisando che «il diritto di esercitare l'autodeterminazione in seno allo Stato di Israele è riservato unicamente al popolo ebraico».

Tensione in crescita
Il governo turco aveva già criticato la scorsa settimana questa legge, accusando le autorità israeliane di cercare di allestire uno «Stato di apartheid». «Lo spirito di Hitler che ha portato il mondo a una grande catastrofe è rifiorito tra alcuni responsabili israeliani – ha dichiarato Erdogan – Chiedo al mondo musulmano, alla comunità cristiana, a tutti i Paesi, organismi, ong, giornalisti democratici e difensori delle libertà nel mondo di passare all'azione contro Israele», ha aggiunto. Queste dichiarazioni arrivano sullo sfondo delle tensioni tra Israele e Turchia, che critica regolarmente la politica dello stato ebraico nei confronti dei palestinesi o dei luoghi di culto musulmani a Gerusalemme. Sintomo delle relazioni tra i due Paesi, Ankara ha in particolare ordinato a maggio all'ambasciatore di Israele in Turchia di lasciare provvisoriamente il Paese. Decisione presa dopo la morte, tre giorni prima, di oltre 60 palestinesi uccisi dai soldati israeliani alla frontiera con la Striscia di Gaza, durante le manifestazioni contro il trasferimento dell'ambasciata americana da Tel-Aviv a Gerusalemme.

Ribatte Israele
A rispondere al capo di Stato turco è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha affermato che la Turchia sotto la guida del presidente Recep Tayyip Erdogan sta virando verso «una dittatura oscura». «Erdogan massacra dei siriani e dei curdi e incarcera decine di migliaia di turchi. Con lui al potere la Turchia diventa una dittatura oscura», ha dichiarato in una nota.