16 giugno 2019
Aggiornato 02:00
Turchia

Erdogan «batte» Soros: dopo il suo attacco il miliardario molla la Turchia

Il presidente aveva accusato il magnate americano di finanziare il suo acerrimo avversario. La Fondazione Soros ha risposto cessando le sue attività nel Paese

ANKARA – L'Open Society Foundation del miliardario George Soros ha annunciato oggi la cessazione delle sue attività in Turchia dopo che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è scagliato contro il magnate americano la scorsa settimana. Il capo dello stato ha accusato Soros di sostenere il filantropo turco Osman Kavala, sospettato dalle autorità di Ankara di aver «finanziato» manifestazioni antigovernative nel 2013 e di essere legato a fallito colpo di stato nel 2016. Accuse respinte ferocemente dall'interessato.

Botta e risposta
«Chi c'è dietro di lui (Osman Kavala, ndr) è il famoso ebreo ungherese Soros, che manda persone in tutto il mondo a dividere e strappare le nazioni e usa il denaro che ha in abbondanza per questo scopo», ha detto Erdogan ad Ankara. In una dichiarazione, la Fondazione Soros ha descritto le parole del presidente turco «uno sforzo concertato» per associarlo alle proteste del 2013 ricorrendo a «accuse infondate nei media».

La reazione della Fondazione
«Il crescente numero di accuse infondate e di speculazioni distorte dei media contro la Open Society Foundation negli ultimi giorni ha portato il consiglio a concludere che la continuazione del lavoro della Fondazione è diventata impossibile», ha aggiunto nel comunicato stampa. Insistendo sul fatto che ha sempre operato in conformità con la legge turca, la fondazione spiega che depositerà «immediatamente» la sua richiesta di chiusura presso il tribunale. Il miliardario statunitense-ungherese George Soros è un bersaglio regolare di leader autoritari in tutto il mondo che lo accusano di complottare contro il loro paese attraverso le ong che finanzia. Questo è in particolare il caso del primo ministro ungherese Viktor Orban.