Esteri | Scandalo doping Russia

Pyeongchang 2018, bocciato il ricorso degli atleti russi esclusi: ira di Mosca

A poche ore dall'inizio dei giochi, la Corte arbitrale sportiva (Cas) ha respinto il ricorso di 47 atleti russi

Il simbolo delle Olimpiadi a Pyeongchang.
Il simbolo delle Olimpiadi a Pyeongchang. (ANSA)

PYEONGCHANG - Decine di atleti russi implicati nella maxi inchiesta sul doping hanno perso un ricorso all'ultimo minuto per tentare di partecipare ai Giochi olimpici invernali di Pyeongchang, scatenando l'ira di Mosca. A poche ore dalla cerimonia di apertura la Corte arbitrale sportiva (Cas) ha respinto il ricorso di 47 atleti russi contro la decisione di non invitarli ai giochi. Il Comitato olimpico internazionale ha detto che il verdetto «porta chiarezza per i tutti gli atleti» e per l'agenzia antidoping mondiale. Ma una fonte del Cio ha detto che gli atleti russi hanno presentato un ulteriore ricorso a un tribunale civile di Losanna, città svizzera sede del Cio, come ultima possibilità per rientrare in gioco a Pyeongchang.

Pressioni?
Il vicepremier russo Vitaly Mutko, badito dal Cio, si è scagliato contro la decisione della Cas, dicendo che la Corte ha subito «pressioni» dal Cio. La squadra russa è stata esclusa dopo che emerso un scandalo di doping generalizzato, ma il Cio ha consentito a una folta rappresentanza di atleti russi ritenuti puliti di partecipare ai giochi invernali in qualità di «atleti olimpici dalla Russia». I 168 sportivi russi ammessi all'inaugurazione marceranno sotto una bandiera neutrale.

L'ira del Cremlino
 Il Cremlino si rammarica della decisione del Tribunale arbitrale sportivo, che ha respinto le richieste degli atleti russi. Lo ha dichiarato Dmitrij Peskov, il segretario stampa presidenziale. «Siamo spiacenti. Prendiamo in considerazione la decisione di questo tribunale. E, naturalmente, continueremo ad aiutare i nostri atleti a difendere i loro diritti», ha detto Peskov, notando che ora è importante sostenere gli atleti russi che non possono prendere parte ai Giochi olimpici. «Ora la cosa principale è sostenere i nostri atleti: quelli che sono rimasti a casa e quelli che sono andati ora in Corea», ha sottolineato. Peskov ha notato che è troppo presto per parlare di riformare l'industria dello sport. A monte di tutto questo, lo scandalo del doping, contestato da Mosca. Il tribunale ha respinto il ricorso di 32 atleti russi che non hanno ricevuto un invito da parte del CIO per i Giochi a Pyeongchang in Corea del Sud e di 13 atleti russi e due allenatori che sono stati sospesi a vita a dal CIO, ma in seguito assolti dal tribunale.

(fonte Afp)