20 ottobre 2018
Aggiornato 04:30

Terrorismo, Guardian: allarme Interpol su 50 presunti jihadisti Isis sbarcati in Italia

L'Interpol ha fatto circolare una lista di 50 presunti combattenti dello Stato Islamico che sarebbero sbarcati recentemente in Italia con piccole imbarcazioni
L'articolo del Guardian sulla lista dell'Interpol.
L'articolo del Guardian sulla lista dell'Interpol. (ANSA WEB)

LONDRA - Allarme terrorismo per l'Italia. L'Interpol ha fatto circolare una lista di 50 presunti combattenti dello Stato Islamico che sarebbero sbarcati recentemente in Italia con piccole imbarcazioni da pesca e starebbero tentando di raggiungere altri Paesi europei. L'elenco, che il quotidiano britannico The Guardian è riuscito ad ottenere, è stato inviato dall'agenzia internazionale di polizia al ministero degli Interni italiano che lo ha a sua volta distribuito ai servizi antiterrorismo nazionali di tutta Europa. Tutti i sospetti sono cittadini tunisini, alcuni dei quali sono stati identificati al loro arrivo dalle autorità italiane. Il documento mostra il loro nome di battesimo, cognome e data di nascita.

Le conseguenze del collasso di Daesh
Si calcola che circa 5.500 tunisini siano andati ad addestrarsi alla jihad nei campi organizzati dall'Isis in Siria e Iraq, secondo le stime delle Nazioni Unite. Adesso, con il collasso del «califfato», si teme che gli ex combattenti vogliano portare la jihad in Europa. Nel luglio scorso il Guardian ha avuto un'altra lista Interpol di 173 presunti combattenti dell'Isis che secondo l'agenzia europea sarebbero stati addestrati a compiere attentati in Europa per vendicare le sconfitte subite in Medio Oriente.

Tunisini sbarcati in Sicilia tra luglio e ottobre
«L'Interpol invia regolarmente allarmi e aggiornamenti alle sue agenzie nazionali sui terroristi o criminali ricercati attraverso la sua rete», ha spiegato al Guardian un portavoce dell'Interpol. Un funzionario dell'antiterrorismo ha detto al Guardian che i tunisini citati nell'ultima lista sarebbero sbarcati in Sicilia tra luglio e ottobre 2017. Sempre il quotidiano britannico, qualche mese fa cercava di approfondire le ragioni per cui l'Italia fosse rimasta immune da attacchi terroristici, a differenza di molti Stati europei vicini. La testata riconosceva, tra le altre cose, alle nostre forze di sicurezza una preparazione e un'efficienza forgiata dagli anni delle stragi e del terrorismo interno.