5 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

Corea del Nord, Putin: siamo sull'orlo di un conflitto su larga scala

La situazione nella penisola coreana è in piena escalation, ed è "sull'orlo di un conflitto su larga scala". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin

MOSCA - La situazione nella penisola coreana è in piena escalation, ed è «sull'orlo di un conflitto su larga scala». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin. I problemi della regione deve essere risolti attraverso il dialogo, senza precondizioni, ha aggiunto.  Secondo il leader del Cremlino, «Non si può ignorare la situazione nella penisola coreana, che è recentemente peggiorata, ed è sull'orlo di un conflitto su larga scala. Secondo la Russia, se si fa affidamento sul fatto che si può fermare il programma nucleare della Corea del Nord solo con la pressione su Pyongyang, si sbaglia». Il leader russo lo ha scritto in un articolo pubblicato sui media leader dei paesi BRICS, alla vigilia del vertice, che si terrà in Cina. Inoltre, Putin ha sottolineato che il problema dovrebbe essere risolto attraverso il dialogo senza provocazioni e pressioni.

Problemi della regione
Putin ha ammonito: "Il calcolo che si possa fermare il programma missilistico-nucleare della Corea del Nord, facendo esclusivamente pressione su Pyongyang è sbagliato e senza prospettive». «E' necessario risolvere i problemi della regione con il dialogo diretto tra tutte le parti interessate, senza precondizioni», ha poi aggiunto, ricordano che Russia e Cina hanno sviluppato una road map per uscire dalla crisi, che porti a una riduzione graduale delle tensioni e all'istituzione di un meccanismo di pace e sicurezza durature. 

Siria
Il presidente russo ha parlato anche di Siria, rivendicando il successo di sforzi fatti da Mosca e molti altri paesi interessati per la creazione di «presupposti per migliorare la situazione» ad Aleppo. «I terroristi - afferma - hanno subito un duro colpo, sono state create le condizioni per l'inizio di un processo politico e il ritorno della popolazione siriana a una vita tranquilla». Lancia infine un appello «a creare un vasto fronte anti-terrorismo, sulla base del diritto internazionale da tutti riconosciuto e con il ruolo centrale dell'Onu».