Alta partecipazione, Schulz: non abbiamo centrato bersaglio

Germania, voto nella Saar: l'effetto Schulz non sfonda, la Merkel resiste

Il voto nel Land della Saar, attesa cartina di tornasole delle prossime elezioni nazionali, riconferma il trono di Angela Merkel, e attenua le aspettative a proposito dell'«effetto Schulz»

Martin Schulz, candidato della Spd, e Angela Merkel, cancelliera e leader della Cdu.
Martin Schulz, candidato della Spd, e Angela Merkel, cancelliera e leader della Cdu. (EPA / FELIPE TRUEBA STEPHANIE LECOCQ)

BERLINO - Dopo il voto nella piccola Saar, la Germania intera si è risvegliata questa mattina chiedendosi se il tanto proclamato «effetto Schulz» sia già finito e se il Paese sia destinato a restare sotto la guida dell'eterna Merkel. «Questa non è una buona serata per noi», ha immediatamente riconosciuto il leader della Spd Martin Schulz, «non abbiamo centrato il nostro bersaglio (...) ma questo non vuol dire che non raggiungeremo il nostro obiettivo di conquistare la cancelleria», ha aggiunto, precisando che le elezioni del 24 settembre sono «una maratona e non uno sprint».

Alta partecipazione
Il voto molto partecipato di ieri (69,7%) nel più piccolo Land tedesco (a parte le tre città stato di Berlino, Brema e Amburgo) ha visto il partito cristiano democratico guidato da Akk, Annegret Kramp-Karrenbauer, detta anche la «mini-Merkel», vincere nettamente e crescere di oltre cinque punti percentuali rispetto al 2012 (40,7%, con +5,5%).

Schulz non sfonda
I socialdemocratici, al primo test elettorale regionale dopo l'annuncio della candidatura di Martin Schulz alla cancelleria per il voto di settembre, invece di guadagnare, come prevedevano i sondaggi, hanno perso un punto percentuale (29,5%, con -1%). La Linke, guidata in prima persona da Oskar Lafontaine, storicamente forte in questo Land, ha perso oltre tre punti percentuali (12,9%, con -3,2%). Infine l'Afd, Alternative fuer Deutschland, ha centrato l'obiettivo di entrare nel Landtag, ma con un consenso di gran lunga inferiore alle aspettative (6,2%). Ben tre partiti non sono riusciti a raggiungere la soglia di sbarramento e restano fuori dal Parlamento regionale: i Verdi (4,0%), i liberaldemocratici (3,3%) e i Pirati (o,7%).

Opzioni
Questo significa che le opzioni per il futuro esecutivo sono piuttosto ridotte: la più probabile è quella di un rinnovo della grande coalizione tra Cdu e Spd. La possibilità di una coalizione solo rossa, tra Spd e Linke, sembra sfumata, poiché i due partiti assieme raggiungono 24 seggi (esattamente quanti la Cdu da sola), insufficienti per avere la maggioranza in un parlamento con 51 seggi.