Oltre alle dichiarazioni ufficiali

Cosa c'è dietro alla mancata stretta di mano tra Donald Trump e Angela Merkel

Da Washington si è poi cercato di smorzare gli imbarazzi, ma il video della mancata stretta di mano tra Donald Trump e Angela Merkel è altamente significativo. Ecco perché.

BERLINO - Trascorsa qualche ora da quando il video in cui il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump rifiutava la stretta di mano di una perplessa Angela Merkel, i vertici americani provano a smorzare la tensione e a placare gli animi. Il portavoce di Donald Trump ha infatti negato che il Presidente americano abbia deliberatamente rifiutato la proposta di stringere la mano ad Angela Merkel di fronte alle telecamere durante la visita a Washington, venerdì scorso, della cancelliera tedesca. «Non credo abbia sentito la richiesta» della Cancelliera, ha detto Sean Spicer al settimanale tedesco Der Spiegel.

Un fantastico incontro?
Una spiegazione forse un po' semplicistica, ma che di fatto ricalca la versione fornita dallo stesso Presidente americano su Twitter a conclusione dell'incontro. Il tycoon ha infatti derubricato a «fake news» le indiscrezioni della stampa a proposito della tensione palpabile durante la bilaterale con Frau Merkel. Al contrario, a detta Trump quello con la leader tedesca sarebbe stato un «fantastico incontro».

Il battibecco sulla Nato
Ma che tra il Presidente degli Stati Uniti e la Cancelliera tedesca non corra esattamente buon sangue lo dimostra non soltanto il video su cui si è scatenata l'ironia della rete, ma anche il seguito del tweet del capo  della Casa Bianca. Perché il tycoon non ha esitato ad aggiungere che Berlino deve agli Stati Uniti e all'Alleanza Atlantica imponenti somme di denaro per la difesa della sua incolumità garantita dalla Nato. Affermazioni che hanno innervosito il ministro della Difesa tedesco Ursula von der Leyen, secondo cui «non esiste un conto dove sono registrati debiti in seno alla Nato».Il Ministro ha quindi aggiunto che le spese per la Nato non dovrebbero essere l'unico criterio con cui vengono misurati gli sforzi militari della Germania.

Quelle divergenze sull'immigrazione
Nato a parte, sul fatto che Angela Merkel e Donald J. Trump siano portatori di visioni del mondo diametralmente opposte ci sono pochi dubbi. Lo si era capito già quando Barack Obama, nel suo tour europeo compiuto poco prima di lasciare la Casa Bianca, aveva passato il testimone a Frau Merkel, favorendone l'incoronazione da parte dei media mainstream internazionali come l'ultimo baluardo della democrazia occidentale. Oggi, però, quelle visioni antipodiche sono a dir poco evidenti. Non a caso, Merkel e Trump si sono scontrati sull'immigrazione, che per il tycoon «non è un diritto», ma, piuttosto, un privilegio. Peccato che la Cancelliera tedesca sia balzata agli onor della cronaca nel 2015 per il suo approccio decisamente «liberale» nei confronti dei rifugiati (così, almeno, è stato superficialmente rappresentato dalla stampa mainstream).

Scontro su commercio e globalizzazione
Non solo sull'immigrazione, però, le divergenze sono evidenti. Anche in tema di commercio Merkel e Trump sembrano parlare due lingue diverse. Non a caso il tycoon, dopo che la Cancelliera ha tenuto a ribadire che la «libera circolazione» è la più grande forza dell'Ue, ha specificato di non essere «isolazionista», definizione che la maggior parte degli analisti gli ha affibbiato da quando si è candidato alla Casa Bianca. «Gli Stati Uniti però sono stati trattati male da molti Paesi. Sono per il libero commercio e voglio sia un commercio equo», ha specificato Trump, facendo velatamente riferimento a trattati come il Ttip, che ha promesso di smantellare e che invece trovano aperto sostegno da parte di Angela Merkel.

Il futuro dell'Ue e delle relazioni transatlantiche
E poi c'è un tema dalla bilaterale lasciato, forse volutamente, in sordina: quello del futuro dell'Ue. Ue il cui impianto è già stato criticato dal nuovo presidente degli Stati Uniti e da uno dei suoi più stretti collaboratori economici, Peter Navarro, che qualche settimana fa rischiò di far scoppiare una vera e propria crisi diplomatica, accusando la Germania di avvantaggiarsi con un euro che, in realtà, assomiglia di più a un «marco travestito». Per quanto, insomma, da Berlino e Washington siano partite le rassicurazioni, la mancata stretta di mano tra Trump e la Merkel nasconde una tensione reale, palpabile. E, soprattutto, una netta divaricazione nella visione del mondo da parte dei due storici alleati. Che impone, più in generale, un attento ripensamento delle relazioni transatlantiche e dei loro sviluppi.