17 giugno 2019
Aggiornato 17:30
L'ispiratore delle posizioni del tycoon sull'Islam radicale

Chi è Michael Flynn, consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump

Donald Trump ha offerto il ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale al generale Michael Flynn, generale giunto ai vertici della Dia e licenziato da Barack Obama

NEW YORK - Dopo la scelta di Stephen Bannon a consigliere e stratega del Presidente, a far discutere giunge un'altra nomina di Donald Trump. Perchè il nuovo inquilino della Casa Bianca ha offerto il ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale al generale Michael Flynn. 

Carriera militare
Registrato tra gli elettori democratici, 57enne, vanta 33 anni di carriera militare, con posizioni di primo piano, dalla guida di missioni Nato in Afghanistan e in Iraq fino alla direzione della Dia (Defence Intelligence Agency) dal 2012 al 2014, quando è stato licenziato dal presidente Barack Obama.

Nessun via libera dal Senato
Il fatto che la nomina di consigliere per la sicurezza nazionale, che è un ruolo chiave alla Casa Bianca, non richieda il via libera del Senato gioca a suo favore, perché Flynn è un personaggio particolarmente divisivo.

L'unico nell'intelligence ad appoggiare Trump
Il generale ha già collaborato a stretto contatto con Trump durante la campagna elettorale, occupandosi di temi sicurezza nazionale durante la transizione. Dice già molto di lui il fatto che è stato, tra gli alti funzionari dell’intelligence americana, l'unico ad aver deciso di appoggiare il tycoon newyorchese. E non ha mai nascosto le proprie posizioni controcorrenti, dalla sua intransigenza verso l'islamismo radicale, alla sua simpatia per Vladimir Putin: posizioni che gli hanno attirato diverse critiche.

La vicinanza con la Russia e il suo libro sull'Islam radicale
Flynn è stato duramente criticato per essere apparso più volte alla televisione di stato russa e per aver partecipato a una cena di gala seduto a due posti di distanza da Putin. Nel 2016 ha scritto il libro «Il campo di battaglia: come possiamo vincere la guerra globale contro l'islam radicale e i suoi alleati». A gennaio, su Twitter ha scritto che "la paura dei musulmani è RAZIONALE", ed è anche stato accusato di aver ritwittato post antisemiti.

Stratega della campagna di Trump
Flynn è stato fondamentale nel proteggere il candidato repubblicano dagli attacchi di chi, dall’interno dei servizi segreti e delle forze armate americane, ha provato ad ostacolarne la corsa, e, parallelamente, nel concertare la strategia d'attacco verso Hillary Clinton. Secondo alcuni sarebbe stato lui l'ispiratore delle posizioni di Trump in merito all’accordo sul nucleare iraniano e aall’Islam radicale.