25 febbraio 2020
Aggiornato 14:00
Le conseguenze delle sanzioni. Con sorpresa

Russia, crolla l'interscambio con Italia, Usa, Cina. Ma non con la Francia

Nel primo trimestre 2016 crolla l'interscambio russo con le principali economie mondiali, con una sola eccezione: la Francia. Perché?

MOSCA - Nel primo trimestre 2016 crolla l'interscambio russo con le principali economie mondiali, una serie di segni meno a confronto con l'omologo periodo 2015, con una sola eccezione: la Francia. Parigi, un po' misteriosamente, è infatti l'unica capitale europea e mondiale a guadagnare con Mosca: +5,7% è il bilancio commerciale franco-russo, con 1,43 miliardi di euro di merce esportata in Russia e 1,04 miliardi di euro di export russo. Strano non solo alla luce della tendenza più generale e alla luce del regime di sanzioni, ma soprattutto perchè Mosca in questo primo trimestre dell'anno ha significativamente ridotto il suo export di energia nel mondo e in Unione Europea: rispettivamente -42% e -47%, secondo i dati Rosstat elaborati da Ice Mosca.

Francia-Russia
In base a quanto apprende askanews, tra le voci delle merci vendute dalla Francia alla Russia c'è un 25% «non rivelato» e un saldo a favore dei francesi, che negli anni passati, proprio a causa del regime sanzionatorio e della crisi ucraina, avevano dovuto recedere da contratti milionari, a partire dalla vendita delle navi da guerra Mistral. Peraltro le 2 portaelicotteri, costruite in base alla commessa russa - poi accantonata a causa delle sanzioni - sono state poi vendute all'Egitto con il sostegno finanziario saudita e dovrebbero arrivare giovedì. La seconda nave sarà consegnato al Cairo settembre.

Contrazione combustibili in Italia
A pesare sui dati delle esportazioni in Italia è soprattutto la contrazione dei combustibili, oli e derivati crollata del 76%, dei metalli -57% e dei prodotti chimici inorganici -99%, mentre aumentano le esportazioni nel nostro Paese di perle e pietre preziose +50% e pellami +76%. Tuttavia dal prossimo appuntamento al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (16-18 giugno) ci si attende un significativo e più generale rilancio di tutti i settori, nelle relazioni commerciali bilaterali italo-russe. Sarà soprattutto la presenza al Forum di Matteo Renzi a dare il segnale, in una giornata molto intensa.

Calo con il resto del mondo
Per il resto del mondo è in calo. Non solo per l'Italia l'interscambio con Mosca, è crollato del 51% (la parte italiana scende del 16%, quella russa del 61%). Ma anche con Germania -23%, Cina -10,4%, Paesi bassi -36,7%, Giappone -38%, Usa -21%, Turchia -46%. La bilancia commerciale della Federazione è comunque in positivo: l'import globale è pari a 32,4 miliardi di euro e l'export è di 55,5 miliardi. Cala comunque la vendita di energia russa un po' ovunque, dato che incide molto sugli interscambi: -42% nel mondo, -42% verso l'Ue, - 40% verso i Paesi Bassi, -20% verso la Cina.

I prossimi passi
In particolare il premier nella mattina del 17 giugno aprirà una tavola rotonda con i rappresentanti delle principali aziende italiane e russe: Rosneft, Intesa Sanpaolo, Finmeccanica, Pirelli, Rostech; Fondazione Russa di Investimenti diretti, Sace, VTB, Gazprom, ENI, Novatek, Enel, Unione degli industriali e imprenditori russi, Barilla e Federalimentare. In giornata il presidente del Consiglio incontrerà inoltre il leader del Cremlino Vladimir Putin e sempre nell'ambito del Forum si terrà l'esposizione «L'Italia in Russia», dedicata al nostro Paese che è ospite d'onore ed è l'unico in 20 anni di storia della Davos russa ad avere un padiglione completamente dedicato. E tra gli obiettivi, c'è anche riportare in positivo i dati sopra elencati.

(Fonte Askanews)