28 marzo 2020
Aggiornato 19:00
Autentico boom di application

Il superpotere di Trump: convincere gli ispanici a chiedere la cittadinanza (per votare contro di lui)

Donald Trump, almeno una cosa, l'ha ottenuta: ha risvegliato il gigante latino. Perché il numero di richieste di cittadinanza e di iscrizioni alle liste elettorali da parte di ispanici è raddoppiato.

NEW YORK - Che gli ispanici con Donald Trump (e viceversa) non avessero un buon rapporto era risaputo. Nonostante il maldestro tentativo del magnate di «recuperare» facendosi di recente fotografare mentre gustava dei tacos, la comunità di origine sudamericana sembra non aver dimenticato che colui che oggi afferma di amare i latini è lo stesso che, qualche mese prima, definiva coloro che varcano il confine messicano in prevalenza «criminali, trafficanti di droga e stupratori». Così, la comunità ispanica deve aver deciso di correre ai ripari. Mobilitandosi per bloccare la corsa alla Casa Bianca di The Donald.

L'impennata di richieste di cittadinanza tra gli ispanici
E' il Washington Post a rendere conto di un fenomeno senza precedenti: l'autentica impennata di richieste di cittadinanza e di application alle liste elettorali da parte di sudamericani negli Stati Uniti. Il tempismo è, come si dice, perfetto: perché molti di loro affermano di essere stati motivati innanzitutto dall'ascesa di Donald Trump e dalla volontà di recarsi alle urne per accertarsi che il tycoon non diventi il nuovo inquilino della Casa Bianca. Del resto, il ricordo di quando The Donald propose di deportare 11 milioni di immigrati clandestini e di costruire un muro al confine con il Messico dev'essere ancora vivido.

Boom in California e Messico
Il «boom» di richieste è avvenuto in California, dove il numero di ispanici che si sono registrati alle liste è all'incirca raddoppiato nei primi tre mesi di quest'anno, rispetto allo stesso periodo del 2012. Il Washington Post cita anche il caso del Texas, dove le cerimonie per l'acquisizione della cittadinanza a Houston sono diventate 2.200 - da 1.200 che erano - al mese. E, dato fondamentale, più dell'80% - paragonato al precedente 60% - dei neocittadini si è iscritto alle liste elettorali.

Dati senza precedenti
I dati, dunque, non mentono: le richieste di cittadinanza da parte di ispanici sono aumentate del 14% dall'anno scorso, e dell'8% rispetto allo stesso periodo del 2012, anno delle precedenti elezioni. E' certamente vero che, storicamente, le application per ottenere la cittadinanza tendono ad aumentare nei periodi precedenti l'appuntamento elettorale, ma è altrettanto vero che un picco simile non si era mai visto. Anche perché la comunità ispanica si è sempre mostrata tradizionalmente più restia a votare e, in generale, a rivendicare ed esercitare i diritti connessi alla cittadinanza. Ma ora, la paura di vedere Donald Trump sedere sulla poltrona di presidente degli Stati Uniti ha letteralmente risvegliato il gigante latino. In effetti, nelle prossime elezioni quasi un terzo degli elettori apparterranno a minoranze etniche, soprattutto grazie - secondo il Pew Research Centre - alla crescita registrata tra gli ispanici.

L'epic fail dei tacos
Del resto, c'è chi ha considerato il recente tentativo di Trump di farsi perdonare dai latinoamericani un vero e proprio epic fail. Perché giocare con gli stereotipi -in questo caso i tacos - è sempre piuttosto pericoloso, e può rivelarsi un'arma a doppio taglio. Come dimostra il tweet di Janet Murguia, presidente della National Council of La Raza, la principale organizzazione ispanica per i diritti civili. «Il post su Twitter e Facebook del candidato repubblicano alla presidenza - ha commentato - e' senza cognizione di causa, offensivo e autocompiacente». E chissà che anche quella mossa maldestra del candidato repubblicano possa aver convinto qualche ispanico a chiedere la cittadinanza per andare a votare.

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