21 settembre 2020
Aggiornato 08:30
Spaventato da crescita di Trump e di Sanders

Bloomberg in corsa per la Casa Bianca?

Le voci fatte circolare qualche settimana fa dal New York Times, che citava persone molto vicine all'ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, sembrano ora avere una conferma.

NEW YORK - Le voci fatte circolare qualche settimana fa dal New York Times, che citava persone molto vicine all'ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, sembrano ora avere una conferma. In un'intervista al Financial Times, infatti, il miliardario americano ha detto di «valutare tutte le possibilità». Un modo indiretto per dire che sì, tra le opzioni ci potrebbe essere anche quella di una candidatura per la Casa Bianca. Una candidatura che arriverebbe perché gli elettori americani «si meritano molto di più», e perché «il livello del discorso e le discussioni sono banali e un oltraggio agli elettori».

Candidatura indipendente?
Il suo commento arriva dopo un articolo del New York Times, in cui si sosteneva che Bloomberg avrebbe potuto investire almeno 1 miliardo di dollari - della sua fortuna di 39 miliardi di dollari - per candidarsi come indipendente. Il miliardario avrebbe già commissionato sondaggi e chiesto pareri a diversi esperti. Ma quella del Financial Times è la prima conferma diretta di Bloomberg che già in passato aveva preso in considerazione la possibilità di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti.

Strapotere di Trump e Sanders
A preoccupare Bloomberg - continua Ft - è lo strapotere di Donald Trump e della sua campagna populista che sta dominando il confronto tra i repubblicani. Dall'altra c'è invece Bernie Sanders, il candidato liberal che si è autodefinito «socialista», che invece sta erodendo terreno alla più moderata Hillary Clinton. Il suo eventuale ingresso cambierebbe completamente la corsa alla Casa Bianca che fino a questo momento, dice Ft, è stata polarizzata dalle mosse di Trump e di Sanders.

Un regalo ai repubblicani?
Molti esperti credono che l'ingresso di Bloomberg potrebbe essere un bene per i repubblicani: le sue posizioni liberal in tema di armi e di ambiente potrebbero rubare consensi ai democratici. Secondo un sondaggio in Iowa solo l'8% dei repubblicani voterebbe per Bloomberg, mentre lo farebbe il 17% dei democratici. Detto questo Bloomberg dovrebbe sciogliere la riserva entro il prossimo marzo, quando ancora la situazione potrebbe essere molto confusa. Questo perché per quella data la competizione tra Clinton e Sanders potrebbe essere ancora aperta e il miliardario di New York valuta un possibile ingresso in caso di una vittoria di Sanders. Il candidato liberal ha commentato in modo negativo un ingresso nell'arena dell'ex sindaco di New York: confermerebbe che gli Stati Uniti si stanno spostando da una democrazia a una oligarchia, ha detto senza mezzi termini.

Sorpresa in arrivo?
Infine mentre alcuni analisti sostengono che un indipendente farebbe molta fatica all'interno di un sistema che favorisce i politici dei due partiti dominanti, questo inizio di campagna elettorale ha mostrato come possano esserci sorprese infinite. Un anno fa la maggior parte degli analisti sosteneva che Clinton avrebbe affrontato o il governatore del Wisconsin, Scott Walker, che si è già ritirato dalla corsa, o l'ex governatore della Florida, Jeb Bush, che sta faticando non poco. E le primarie di stasera potrebbero essere un segno importante per decidere se continuare oppure fermare la sua campagna.

(Con fonte Askanews)