19 settembre 2019
Aggiornato 17:00
Usa 2016, ultimo appuntamento prima dei caucus

Anche da assente Trump domina il dibattito dei repubblicani

Il confronto tra i candidati alle primarie del partito repubblicano di Des Moines si è aperto con due certezze: l'assenza di Donald Trump, e la consapevolezza che quello di ieri sera è stato l'ultimo faccia a faccia prima dell'inizio del caucus

NEW YORK - Il confronto tra i candidati alle primarie del partito repubblicano di Des Moines si è aperto con due certezze: l'assenza di Donald Trump, grande favorito nonché grande star di questa prima parte della campagna elettorale, e la consapevolezza che quello di ieri sera è stato l'ultimo faccia a faccia prima dell'inizio del caucus dell'Iowa il prossimo primo febbraio. Un ultimo braccio di ferro in attesa della prima prova elettorale che potrebbe indicare il vero stato delle cose, dopo mesi di proiezioni e di sondaggi. Per questo Donald Trump ha deciso di non partecipare e così evitare di fare passi falsi che avrebbero potuto accorciare le distanze degli altri sfidanti. Per questo gli altri repubblicani hanno tentato fino all'ultimo respiro di emergere e di sfidarsi a tutto campo sulle loro diverse visioni politiche. Ma pur da assente Trump è riuscito a indirizzare il dibattito con la sua ombra lunga.

Chiodo fisso
I sette candidati - oltre ad aver ripetuto il nome del miliardario più volte - si sono scontrati sui temi dell'immigrazione, della sicurezza dei confini, della sorveglianza da parte del governo, per capire (solo alla fine) che il loro messaggio sarebbe stato messo in ombra dalla decisione di Trump di non partecipare all'evento. Questo nonostante per la prima volta - proprio grazie alla decisione del miliardario - i sette politici presenti in sala sono riusciti a discutere dei loro programmi.

Attacchi reciproci
Ted Cruz, che proprio per l'assenza di Trump ha giocato la parte del favorito, ha sin dall'inizio attaccato il grande assente in modo indiretto. «Ringrazio i candidati presenti che così mostrano il loro rispetto per i cittadini dell'Iowa», ha detto il senatore del Texas. Un espediente retorico per andare contro Trump senza tuttavia nominarlo. Marco Rubio, a differenza delle volte precedenti, oltre ad attaccare Jeb Bush, ha deciso di prendere di mira Cruz, parlando di come la sua campagna fosse basata «su una bugia». Secondo Rubio infatti Cruz avrebbe cambiato idea sugli immigrati e in questo momento sosterrebbe una riforma in grado di non espellere coloro che si trovano in Usa senza documenti. Con Rubio si sono schierati anche il libertario Rand Paul e il governatore del New Jersey, Chris Christie, che hanno preso di mira Cruz per il suo velato appoggio all'amnistia per i residenti irregolari. Paul ha cercato di emergere con posizioni molto nette: «A Ferguson le persone sono state stuprate dalle multe», ha detto cercando di trovare consensi anche nella comunità afroamericana e di ampliare la base dei sostenitori delle sue posizioni libertarie e di riduzione dello stato ai minimi termini. Tornando a Cruz, il favorito della serata, più volte si è lamentato con i moderatori di Fox News per incitare gli altri politici ad attaccarlo. Questo anche se Megyn Kelly, la giornalista definita imparziale e «oca» da Trump, ha servito l'assist perfetto al conservatore del Texas parlando dell'assenza «dell'elefante nella stanza». Cruz ha risposto citando diverse affermazioni del magnate immobiliare: «Io sono un maniaco, tutti su questo palco sono stupidi, ciccioni e brutti - e Ben (Carson) tu sei un terribile chirurgo», ha detto Cruz.

Chi è emerso e chi no
Gli altri presenti, tra cui anche il governatore del'Ohio John Kasich, pur avendo discusso molto delle loro posizioni politiche, non sono riusciti a emergere, e di fatto la serata è stata guidata (senza prendere in considerazione Trump) da Cruz e da Rubio. Ma nonostante le grandi differenze su alcuni temi chiave, quasi tutti i candidati sono concordi su una questione. Se saranno nominati lavoreranno per sconfiggere Hillary Clinton, che prima ancora dell'inizio di queste primarie danno già come loro naturale sfidante.

(Con fonte Askanews)