19 settembre 2019
Aggiornato 02:30
L'1 febbraio iniziano le primarie per la scelta dei candidati

USA 2016, tutti i candidati democratici e repubblicani

Con il voto degli elettori dell'Iowa, lunedì prossimo (primo febbraio) inizierà la lunga stagione di primarie e caucus, da cui emergerà il candidato del partito repubblicano e quello del partito democratico alle elezioni presidenziali dell'8 novembre

NEW YORK - Con il voto degli elettori dell'Iowa, lunedì prossimo (primo febbraio) inizierà la lunga stagione di primarie e caucus, da cui emergerà il candidato del partito repubblicano e quello del partito democratico alle elezioni presidenziali dell'8 novembre. Il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti, il successore del democratico Barack Obama, sarà uno dei seguenti candidati.

I 3 democratici
I candidati del partito democratico erano inizialmente cinque, poi sono rimasti in tre.
Hillary Clinton è la naturale favorita: 68 anni, ha un passato da first lady, senatrice per lo Stato di New York e segretario di Stato nel primo mandato presidenziale di Obama, che l'aveva sconfitta nelle primarie del 2008. Nonostante i recenti sondaggi negativi in Iowa e New Hampshire, i primi Stati a votare (il primo e il nove febbraio) è nettamente favorita per la conquista della nomination, grazie al sostegno dell'establishment del partito, delle donne e delle minoranze razziali. A livello nazionale, la media dei sondaggi di Real Clear Politics le assegna il 51,2% delle intenzioni di voto.
Bernie Sanders è l'unico vero rivale di Clinton: 74 anni, senatore indipendente del Vermont, si definisce 'socialista' e considera necessaria una 'rivoluzione politica' negli Stati Uniti. Riesce a portare migliaia di persone ai suoi comizi, ha una base di sostenitori molto forte e continua a crescere nei sondaggi, tanto che potrebbe vincere in Iowa e New Hampshire. A livello nazionale, però, la media dei sondaggi gli assegna il 38%, a 13,2 punti da Clinton.
Martin O'Malley, invece, non sembra avere speranze: 53 anni, ex sindaco di Baltimora ed ex governatore del Maryland, fatica a farsi conoscere a livello nazionale, schiacciato dagli avversari. Porta avanti tenacemente la sua campagna elettorale, nonostante una media dei sondaggi nazionali impietosa: 2,2 per cento.

I repubblicani
Il campo repubblicano è talmente ampio che si sono dovuti inventare le qualificazioni per i dibattiti. La selezione naturale ha già tolto di mezzo cinque candidati, ma ne restano dodici, di cui al massimo sei realmente in lizza per la nomination. La sua candidatura, inizialmente, era stata sottovalutata dal partito. Ora, Donald Trump, 69 anni, imprenditore miliardario e personaggio televisivo, è il favorito per la nomination: con i suoi attacchi all'establishment del partito e agli immigrati senza permesso, si è conquistato la fiducia di un'ampia parte degli elettori, soprattutto fra i più conservatori. In vantaggio nei sondaggi in Iowa e New Hampshire, guida anche la media delle rilevazioni nazionali con il 34,6% delle intenzioni di voto.
Ted Cruz, 45 anni, senatore del Texas, è al momento il primo rivale di Trump. Nato in Canada da padre cubano e madre statunitense, è un altro politico che si scaglia contro il cosiddetto establishment. Di idee ultraconservatrici, piace agli evangelici e ai sostenitori del Tea Party. a livello nazionale, ha il 18,8 per cento.
Marco Rubio, 44 anni, senatore della Florida a sua volta di origini cubane, ex delfino di Jeb Bush, appare agli occhi di molti repubblicani come il conservatore del futuro. Di lui dicono che piaccia all'establishment, ma che non riesca ad avvicinarsi alla gente. Quel che è certo, è che Rubio sta attirando il sostegno di donatori molto ricchi e influenti. A livello nazionale, ha l'11,2% delle intenzioni di voto.
Per settimane, i sondaggi lo hanno premiato. Poi, Ben Carson è finito pian piano nelle retrovie: 64 anni, neurochirurgo in pensione, unico afroamericano in corsa, è una figura televisiva popolare tra i conservatori, che lo apprezzano per i toni pacati. In una campagna elettorale caratterizzata dalle urla e dagli attacchi, però, sembra incapace di emergere; ha creato polemica con i suoi commenti sugli omosessuali. Nei sondaggi nazionali, gode dell'8,4 per cento.
Sembrava il candidato forte del partito, ma la sua campagna elettorale fatica a decollare: Jeb Bush, 62 anni, ex governatore della Florida, figlio di un ex presidente degli Stati Uniti (George H. W. Bush) e fratello di un altro (George W. Bush), è il repubblicano con le idee meno conservatrici in fatto di immigrazione. Ha raccolto un'enorme quantità di fondi, ma i sondaggi gli assegnano solo un 4,8% delle intenzioni di voto.
Chris Christie, 53 anni, governatore del New Jersey: la sua popolarità è diminuita dopo il cosiddetto 'scandalo del ponte', un caso di ripicche politiche a danno dei cittadini che ha coinvolto il suo staff, ma da cui è uscito personalmente 'pulito'. Per molti, è troppo liberale. Nei sondaggi è al 3,6 per cento.
Gli altri sei candidati hanno meno del 3% delle intenzioni di voto nella media dei sondaggi e sembrano solo delle comparse, in attesa di farsi da parte: John Kasich, 63 anni, governatore dell'Ohio; Carly Fiorina, 61 anni, ex amministratrice delegata di Hewlett-Packard, unica donna in corsa tra i repubblicani; Rand Paul, 53 anni, senatore del Kentucky; Mike Huckabee, 60 anni, ex governatore dell'Arkansas; Rick Santorum, 57 anni, ex senatore della Pennsylvania e, a sorpresa, principale rivale di Mitt Romney nelle primarie del 2012; infine, Jim Gilmore, 66 anni, ex governatore della Virginia.

(Con fonte Askanews)