16 ottobre 2019
Aggiornato 16:30
Presidenziali USA 2016

Trump alla conquista del Vermont, «casa» di Sanders

Donald Trump entra in casa di Bernie Sanders senza bussare e mette in mostra uno Stato diviso tra repubblicani e democratici. Uno Stato che ha una forte tradizione conservatrice e che solo negli ultimi anni si è spostato su posizioni liberal

NEW YORK - Donald Trump entra in casa di Bernie Sanders senza bussare e mette in mostra uno Stato diviso tra repubblicani e democratici. Uno Stato che ha una forte tradizione conservatrice e che solo negli ultimi anni si è spostato su posizioni liberal. Giovedì sera il miliardario ha tenuto un comizio seguito da centinaia di suoi sostenitori a Burlington, la città in cui Sanders è stato sindaco per otto anni. Un discorso come sempre urlato e questa volta interrotto diverse volte da un gruppo di oppositori. «Portatelo fuori, mandatelo fuori di qui. Non dategli il cappotto», ha detto Trump più volte alla sicurezza facendo riferimento a un oppositore, mentre fuori l'inverno del Vermont regalava temperature sotto lo zero.

La performance di Trump
Trump pur avendo scaldato la folla - e aver creato una breccia all'interno di una roccaforte della sinistra americana - non ha fatto alcuna nuova proposta. Si è invece scagliato contro l'idea di creare zone in cui non è possibile portare armi all'interno delle scuole. Ma l'intervento di Trump, come scrive il Guardian, ha mostrato un Vermont particolarmente diviso. Huck Gutman, amico di vecchia data di Sanders e finanziatore del senatore socialista, ha detto al Guardian che il Vermont è meno liberal di quanto si creda e che il passaggio a sinistra è dovuto soprattutto al grande lavoro di Sanders e alla sua personalità.

Verso un trionfo nel Vermont?
La visita di Trump nello Stato non è soltanto un tentativo di attaccare dall'interno Sanders. Le primarie infatti inizieranno il primo marzo e proprio il Vermont grazie alla sua tradizione moderata potrebbe essere un buon punto di partenza per accumulare delegati nel tentativo di vincere la nomination repubblicana. Ma non è detto che la strategia di Trump riesca a trionfare in Vermont. L'ex governatore democratico dello Stato, Howard Dean, sostiene che nonostante ci siano molti populisti, i cittadini tendono a essere più moderati e bilanciati che populisti.

Il discorso più interrotto
Dean ha anche ricordato come quello di ieri sera per Trump sia stato il discorso con il maggior numero di proteste e interruzioni. Un segno che potrebbe spingere i repubblicani del Vermont a non appoggiare il messaggio del tycon del real estate.

Intanto, sul fronte democratico...
Intanto, a tre settimane dai caucus dell'Iowa e dalle primarie in New Hampshire, che apriranno la corsa verso le presidenziali statunitensi, Bernie Sanders contende il primato, tra i democratici, a Hillary Clinton. È il risultato dell'ultimo sondaggio di Wall Street Journal/Nbc News/Marist. In Iowa, l'ex segretario di Stato gode del 48% delle intenzioni di voto, contro il 45% per il senatore del Vermont; in New Hampshire, Sanders è in vantaggio, 50 contro 46 per cento. In entrambi i casi, il divario è all'interno del margine di errore del sondaggio, pari al 4,8 per cento. Il sondaggio mette in evidenza i pericoli in agguato per Clinton: perdere i primi due Stati darebbe slancio alla candidatura del suo rivale, scalfendo le sue certezze. A livello nazionale, il suo vantaggio è di 35 punti percentuali, secondo l'ultimo sondaggio di Wall Street Journal/Nbc, ma le rilevazioni nazionali sono certamente meno affidabili di quelle statali, che a loro volta risentono dell'andamento delle primarie, una volta iniziate. Al momento, secondo la media dei sondaggi di Real Clear Politics, in Iowa Clinton avrebbe 10,6 punti percentuali di vantaggio, mentre in New Hampshire sarebbe in ritardo di 4,7 punti.

La forza di Hillary
La forza di Clinton, sottolinea il Wall Street Journal, risiede nel consenso di cui gode tra le minoranze, che cominceranno a essere importanti a partire dalla South Carolina, il quarto Stato a votare per la nomination democratica, dove nel 2008 gli afroamericani furono circa il 55% degli elettori democratici al voto; molti Stati con un elettorato misto sceglieranno poi il loro candidato nel 'super Tuesday' del primo marzo. La forza di Sanders, invece, risiede negli indipendenti - che avranno un peso notevole in New Hampshire - e nei giovani.

Repubblicani in equilibrio in Iowa
Tra i repubblicani, il sondaggio evidenzia l'equilibrio in Iowa, dove Ted Cruz gode del 28% delle intenzioni di voto, davanti a Donald Trump, che lo segue con il 24 per cento; un divario, comunque, all'interno del margine di errore del 4,1 per cento. In New Hampshire, invece, Trump ha un ampio vantaggio: gode del 30% delle intenzioni di voto, seguito da Marco Rubio, al 14 per cento.

(Con fonte Askanews)