10 aprile 2020
Aggiornato 15:30
Il Partito popolare costretto a cercare uno o più alletati

Spagna, per il premier Rajoy la titanica sfida di formare un governo

Un governo di coalizione, soluzione inedita finora nella Spagna postfranchista, oppure nuove elezioni in primavera. Questo è il risultato cui ha portato il voto di ieri che ha visto il Partito popolare del premier Mariano Rajoy arrivare in testa ma senza maggioranza assoluta

MADRID - Un governo di coalizione, soluzione inedita finora nella Spagna postfranchista, oppure nuove elezioni in primavera. Questo è il risultato cui ha portato il voto di ieri che ha visto il Partito popolare del premier Mariano Rajoy arrivare in testa ma senza maggioranza assoluta. «Cercherò di formare un governo - ha detto Rajoy questa notte dalla sede del partito conservatore - credo che la Spagna abbia bisogno di un governo stabile».

Una vittoria a metà per il Pp
Il Pp ha ottenuto il 28,7% dei voti e 123 deputati, ben lontano dalla maggioranza assoluta di 176 seggi. «Bisognerà discutere a lungo, dialogare ed arrivare a degli accordi», ha detto il premier davanti a centinaia di sostenitori che gridavano: «Spagna! Spagna!». «Abbiamo dovuto prendere delle decisioni difficili", nel corso di questi ultimi quattro anni per lottare contro la crisi», ha riconosciuto Rajoy, «ma ho fatto ciò che credevo fosse utile nell'interesse generale della Spagna».

Gli avversari
La politica di austerità e diversi scandali di corruzione che hanno segnato il suo governo hanno favorito la nascita di due nuovi partito nel panorama politico spagnolo, finora contrassegnato dal bipartitismo: Podemos (20,6% con 69 seggi), a sinistra, non è riuscito nel sorpasso del Partito socialista, mentre a destra Ciudadanos, è arrivato sotto alle aspettative ma pur sempre con con il 14% e 40 deputati. Il Partito socialista, arrivato in seconda posizione (22%), ha ottenuto 90 seggi, 20 in meno delle elezioni del 2011, il peggior risultato della sua storia.

Sondaggi confermati
Con i risultati definitivi delle elezioni spagnole il voto scrutinato il Partido Popular conferma i sondaggi della vigilia assicurandosi 123 seggi del Congresso (28,7% delle preferenze, ma un terzo dei deputati in meno rispetto al 2011) contro i 90 dei socialisti (22%, meglio del previsto ma pur sempre peggior risultato della sua storia): le due principali formazioni, lontane dalla maggioranza assoluta e di poco sopra il 50% complessivo, tengono a distanza gli emergenti di Podemos (20% e 69 seggi nelle sue varie liste collegate) e Ciudadanos (14% e 40 seggi, risultato assai deludente rispetto alle attese della vigilia). Diciassette seggi invece per i due partiti indipendentisti catalani, Democracia i Llibertat ed Erc (superati nettamente dalla lista catalana di Podemos); sei sono andati al Partito Nazionalista Basco e solo due agli ex comunisti di Izquierda Unida, i cui voti sono stati fagocitati di fatto da Podemos. L'affluenza ha superato il 73%, cinque punti in più rispetto al 2011.

(Con fonte Askanews)

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