20 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Crepe nel corpo della diga

Diga di Mosul, la più importante ma «fragile» risorsa idrica irachena

In questi giorni sono circolate in occidente, ma anche in Italia, allarmanti dichiarazioni circa la solidità della grande opera che rischierebbe un imminente crollo. Allarmi che sono stati bollati da Baghdad come «chiacchere».

MOSUL - La grande diga di Mosul nel Nord dell'Iraq rischia o no di crollare con conseguenze catastrofiche per il Paese? In questi giorni sono circolate in occidente, ma anche in Italia, allarmanti dichiarazioni circa la solidità della grande opera che rischierebbe un imminente crollo. Allarmi che sono stati bollati da Baghdad come «chiacchere».

Voluta dall'ex presidente dell'Iraq, Saddam Hussein, la diga di Mosul è stata inaugurata nel 1986. Si tratta del quarto più grande impianto idrico nel Medio Oriente per la costruzione della quale sul fiume Tigri sono stati spesi 1,5 miliardi d dollari. Un muro alto 113 metri per una lunghezza di 3.650 chilometri che trattiene un esteso lago, profondo 300 metri, che contiene circa 8 miliardi di metri. Cubici: un volume di acqua capace, in caso di crollo della diga, di spazzare via l'intera città di Mosul (dista appena 50 chilometri)con i suoi attuali abitanti in pochi minuti. La città, capoluogo di Ninive, è dal giugno 2014 è controllata dai jihadisti dello Stato Islamico (Isis) Si stima che oggi gli abitanti siano circa 1,5 milioni.

Secondo esperti locali ed internazionale la diga «era già nata male perché costruita su una formazione geologica rocciosa 'carsica'», come ha scritto in un suo recente studio il ricercatore iracheno Shukri Hassan. La parola «carsico» ha origine dal nome della regione italiana dove inizialmente questo fenomeno è stato studiato, il Carso Triestino. Carisimo è un termine che indica l'attività chimica che viene esercitata dall'acqua soprattutto su rocce calcaree sia di dissoluzione sia di precipitazione.

Insomma la diga non è stata costruita su un terreno solido in grado si sopportare il peso dell'immensa quantità d'acqua sopra. Una situazione che ha portato, negli anni, ad una costante erosione della fondamenta, tale da aver dato origine a «crepe nel corpo della diga», come scrive l'Iraqi Media net. Organo d'informazione ufficiale dello Stato iracheno. Un serio inconveniente al quale si è cercato di porre rimedio con l'iniezione, quasi quotidiana, di cemento nella struttura muraria della diga.

Dopo la caduta del regime di Saddam Hussein nel 2003, era stata istituita una commissione internazionale di studiosi con l'incarico di «sviluppare il processo di iniezione migliorando la miscela di cemento»; fino ad oggi, infatti, gli iracheni hanno iniettato non meno d 50mila tonnellata di cemento nel muro della diga, come riferisce lo stesso ministero. Una delle raccomandazione della Commissione di esperti era quella di ridurre da 330 a 318 il livello massimo dell'acqua del lago; un accorgimento - che secondo Baghdad - ha "portato alla riduzione della produzione della centrale idroelettrica da 1.000 a meno di 250 megawatt.

Proprio ieri, smentendo le notizie circa un imminente crollo della diga, Mehdi Rashid funzionario del ministero iracheno ha detto al quotidiano di Stato «Al Sabah» che «il Ministero, durante questi ultimi mesi, ha inviato sul posto una sqadra di esperti internazionali per effettuare verifiche scrupolose e scientifiche sul corpo della diga», prima di concludere che «dai rapporti è emerso che la struttura è sana e non ci sono pericoli di crollo».

Il problema della diga è stato affrontato in un convegno tenuto a Baghdad sei anni fa: in quell'occasione è stato suggerito la costruzione di «un muro profondo oltre 200 metri proprio davanti alla diga»; una soluzione di gran lunga più economica della costruzione di una nuova riga da sostituire a quella attuale. E così., all'inizio di quest'anno il governo iracheno ha stanziato l'equivalente di nove milioni di dollari proprio per realizzare il nuovo muro.