3 aprile 2020
Aggiornato 22:00
Secondo il Washington Post

Usa 2016, i 3 fattori che rendono Ted Cruz il favorito tra i repubblicani

Per il Washington Post, a sette settimane dai caucus dell'Iowa, Trump è ancora il candidato in testa ai sondaggi ma il senatore Marco Rubio resta la migliore, e forse unica, speranza per l'establishment

NEW YORK - A sette settimane dai caucus dell'Iowa, che apriranno la corsa alla nomination repubblicana per le prossime presidenziali statunitensi, Donald Trump è ancora il candidato in testa ai sondaggi e il senatore Marco Rubio resta la migliore, e forse unica, speranza per l'establishment. Ted Cruz, invece, sembra il favorito per ottenere la nomination repubblicana. A scriverlo è Chris Cillizza, giornalista del Washington Post.

Il più conservatore
Cruz è il più conservatore dell'affollato campo repubblicano. Anche se Trump ha attirato l'attenzione con le sue dichiarazioni oltre i limiti, il senatore del Texas si è posizionato all'estrema destra praticamente su tutti i maggiori temi in discussione, tra cui l'immigrazione, l'Obamacare, la sicurezza nazionale e la lotta contro l'Isis, fa notare Cillizza. Cruz è una «versione meno controversa e più eleggibile di Trump», fiero conservatore, il preferito degli elettori che si identificano come «molto conservatori», secondo un recente sondaggio di Washington Post e Abc News. Nelle primarie repubblicane, soprattutto ora che l'elettorato rimprovera una mancanza di dedizione per i principi conservatori, essere ideologicamente il più a destra è un fatto molto positivo, secondo il giornalista del Washington Post.

Ha raccolto più fondi
Secondo fattore da considerare è che Cruz, inaspettatamente, è il candidato che ha raccolto più fondi, dopo Jeb Bush. Al contrario dell'ex governatore della Florida, che ha fatto affidamento quasi completamente sul suo super Pac (comitato formalmente indipendente che può raccogliere fondi senza limiti), il senatore ha ottenuto circa 65 milioni di dollari bilanciando i super Pac (che hanno raccolto oltre 38 milioni di dollari) con il suo comitato (26,5 milioni di dollari). I fondi a disposizione lo differenziano da altri due ultraconservatori, l'ex governatore dell'Arkansas, Mike Huckabee, e l'ex senatore Rick Santorum, che non riuscirono a capitalizzare i loro successi ai caucus dell'Iowa del 2008 e 2012 proprio a causa dei pochi soldi a disposizione per sostenere un'intera campagna elettorale. Cruz è un ultraconservatore, con la capacità di fundraising di un candidato dell'establishment.

In testa in Iowa
Terzo fattore per sostenere che Cruz è il favorito: il senatore è in testa ai sondaggi in Iowa. La storia recente indica che bisogna vincere almeno in uno dei primi tre Stati (Iowa, New Hampshire, South Carolina) per avere chance realistiche di ottenere la nomination.

Un calendario vantaggioso
Il calendario delle primarie sembra sorridere a Cruz: superati i primi tre Stati, dove il senatore otterrà probabilmente almeno una vittoria, il primo marzo andranno al voto anche Alabama, Arkansas, Georgia, Tennessee e Texas, Stati del Sud fondamentali per indirizzare la corsa alla nomination e molto conservatori. Due settimane dopo, andranno al voto Florida, Illinois, Missouri, North Carolina e Ohio: Stati meno facili per Cruz, anche se buoni risultati saranno sicuramente ottenuti in North Carolina e Missouri, mentre negli altri dipenderà molto anche dai candidati ancora in gioco.

Punti deboli
Naturalmente, Cruz ha dei punti deboli: non riesce ad attirare facilmente il sostegno dei candidati meno conservatori ed è meno 'attraente' di altri candidati, per esempio Rubio, nell'uno contro uno. Anche Trump e Rubio hanno dei problemi, scrive Cillizza: il miliardario newyorkese ha il problema «di essere Trump», mentre di Rubio si domanda quali Stati potrà vincere tra i primi che andranno a votare. I punti di forza di Cruz «sono considerevoli, soprattutto considerando come queste corse vanno solitamente a finire». Il senatore, inoltre, «ha cominciato la sua ascesa nei primi Stati al voto e nei sondaggi nazionali esattamente al momento giusto. La sua campagna - ha concluso - è perfettamente posizionata per renderlo l'ultimo a restare. Credeteci».

(Con fonte Askanews)

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