5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00

Oggi vertice ad Algeri dei Paesi confinanti con la Libia, presente Kobler

Ci sarà anche l'inviato Onu per la Libia, Martin Kobler, al settimo vertice dei Paesi confinanti con la Libia, in programma oggi ad Algeri

ALGERI - Ci sarà anche l'inviato Onu per la Libia, Martin Kobler, al settimo vertice dei Paesi confinanti con la Libia, in programma oggi ad Algeri. Sarà la prima volta che il rappresentante delle Nazioni Unite partecipa alla riunione ministeriale tra Tunisia, Algeria, Egitto, Sudan, Ciad, Niger, a indicare l'intenzione di Kobler di rafforzare la pressione internazionale sui due parlamenti che si contendono il controllo della Libia perchè accettino l'accordo di governo di unità nazionale presentato all'inizio di ottobre dal suo predecessore, Bernardino Leon. Lo stesso Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha sollecitato due giorni fa i Paesi della regione che «hanno influenza» sui due parlamenti a intervenire in modo che le parti «arrivino a un accordo per un governo di unità nazionale». Ad Algeri ci saranno anche i rappresentanti di Lega araba, Unione europea e Unione Africana, mentre per la Libia è atteso il ministro degli Esteri Mohamed Dairi.

Il tour di Kobler
Nell'ultima settimana, dopo la visita del 21 e 22 novembre in Libia, Kobler è stato in Italia, Qatar, Emirati arabi uniti, Francia, Tunisia ed Egitto proprio per rafforzare il sostegno internazionale all'accordo Onu. A Tunisi, venerdì scorso, il diplomatico tedesco ha avuto un incontro anche con il ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, e in settimana proseguirà il suo tour diplomatico in Turchia. Al Cairo, oltre al ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry, Kobler avrebbe anche incontrato il premier libico designato, Faiez Serraj.

Un accordo difficile
La proposta di accordo presentata all'inizio di ottobre da Leon non è stata ancora votata dai due parlamenti, ma il 24 novembre scorso 92 membri dell'assemblea di Tobruk, riconosciuta dalla comunità internazionale, hanno sottoscritto una dichiarazione di sostegno a un governo di unità nazionale, accusando il presidente della Camera, Ageela Salah Gwaider, di violare le procedure parlamentari per non aver ancora permesso un voto dell'aula sul piano Onu. Tuttavia nella dichiarazione i 92 deputati hanno presentato obiezioni ai nomi proposti da Leon per il Consiglio di presidenza. E anche dal parlamento di Tripoli sono giunte dichiarazioni di sostegno all'accordo, tanto che tre giorni fa la comunità internazionale ha «elogiato il coraggio dei membri della Camera dei rappresentanti (Tobruk) e del Congresso nazionale generale (Tripoli) nell'affrontare le intimidazioni dei radicali che da entrambe le parti hanno tentato di ostacolare i progressi verso la costituzione del Governo unitario». La nota è stata firmata da Algeria, Emirati arabi uniti, Francia, Germania, Italia, Marocco, Regno unito, Spagna, Stati Uniti e Tunisia.

Analisi degli ultimi sviluppi
Due giorni, il ministro algerino per gli Affari del Maghreb, dell'Unione africana e della Lega araba, Abdelkader Messahel, ha dichiarato che il vertice, «come i precedenti, permetterà ai Paesi vicini e ai rappresentanti delle organizzazioni regionali e internazionali di scambiarsi informazioni sulla situazione in Libia e nella regione e di analizzare gli ultimi sviluppi». Il vertice offrirà anche «l'opportunità all'Algeria di ribadire il suo sostegno al processo in corso sotto l'egida delle Nazioni Unite, per accelerare la creazione di un governo di unità nazionale, capace di gestire il periodo di transizione e di affrontare le numerose sfide del Paese, in particolare quella posta dal terrorismo».

Isis in Libia
Preoccupa infatti il crescente radicamento in Libia dei jihadisti dello Stato islamico (Isis), che da Sirte hanno esteso il proprio controllo fino ad Abugrein, a Ovest, e a Nawfaliya, a Est, puntando ora ad Ajdabiya. La scorsa settimana, dopo il nuovo attentato a Tunisi rivendicato dall'Isis, il ministro tunisino per la Sicurezza nazionale ha denunciato come i recenti attentati che hanno colpito il suo Paese siano stati progettati in Libia. «Tutto viene pianificato in Libia - ha detto Rafik Chelly - i comandanti dei gruppi terroristici tunisini sono in Libia. La Libia è diventato un pericolo».

(Con fonte Askanews)