13 novembre 2019
Aggiornato 17:30
L'accusa

Pechino attacca: media occidentali paranoici rispetto alla Cina

Dopo le accuse di Reuters e New York Times, secondo cui Pechino con vari mezzi starebbe cercando di realizzare un'infiltrazione ideologica laddove non c'è, il Global Times attacca i media occidentali: «Paranoici»

PECHINO - I media occidentali sono «paranoici» e vedono una minaccia d'infiltrazione «ideologica» cinese là dove non c'è. E' questa la tesi sostenuta da un editoriale pubblicato oggi dal Global Times, sito internet del Partito comunista cinese.

Le accuse di Reuters e NYTimes
La presa di posizione della testata, che è spesso descritta come una delle più nazionalistiche tra i media ufficiali di Pechino, parte da due articoli apparsi sull'agenzia di stampa Reuters e sul New York Times. La Reuters ha raccontato Radio Cina internazionale - altra testata statale - sta cercando di creare una «rete segreta di radio» per trasmettere negli Usa contenuti filocinesi. Il Nyt invece ha puntato il dito contro un corso di studi diffuso dalla piattaforma di e-learning edX intitolato «Introduzione al pensiero di Mao Zedong» e offerto dall'Università Tsinghua.

Paranoia
Il Global Times respinge le accuse, ricordando da un lato che Radio Cina Internazionale vende dei contenuti a radio indipendenti, come accade nel resto del mondo moltissime volte. E che, a fronte dei 700 iscritti al corso su Mao di edX, ci sono decine di migliaia di studentio cinesi che vanno a studiare negli Usa ogni anno, senza che Pechino tema che venga loro «lavato il cervello» dopo la loro partenza. «La paranoia mostrata dai media occidentali non serve a nulla», lamenta il giornale cinese. Notando che «individui filo-americani sono ovunque nell'internet cinese», si chiede: «Dovrebbe forse essere la Cina preoccupata per il fatto di aver troppo allentato la vigilanza rispetto alla continua infiltrazione ideologica americana?»

Il dominio dei media occidentali
Secondo il Global Times, «l'opinione pubblica è dominata dai media occidentali, che non risparmiano sforzi nel difendere l'egemonia quando la centralità occidentale è messa a rischio». E «i media non occidentali che tentano di far sentire le loro voci, scontano la loro posizione svantaggiata nella sfera della pubblica opinione».

Mar cinese meridionale
Ma la preoccupazione rispetto alla Cina non riguarda solo la possibilità di infiltrazione ideologica. Lo scontro con gli Usa nel Mar cinese meridionale continua a seminare timori. Non a caso, il segretario alla Difesa Usa Ashton Carter ha visitato la portaerei americana Theodore Roosevelt, che naviga nel Mar cinese meridionale, vicino alle acque contese nelle quali la Cina sta costruendo isole artificiali, al centro di pesanti tensioni internazionali. «C'è molta preoccupazione per il comportamento cinese qui», ha detto Carter durante la visita di tre ore alla portaerei. Carter ha indicato la presenza della nave come «un segno del ruolo cruciale che la potenza militare degli Stati uniti ha in questa regione estremamente importante per il futuro americano».

(Con fonte Askanews)