19 settembre 2019
Aggiornato 10:30
Presidenziali USA 2016

Spese sospette inchiodano Rubio. La fine di un'ascesa o l'inizio della svolta?

Il senatore Marco Rubio, candidato repubblicano in perenne ascesa nei sondaggi, è stato inchiodato dai suoi avversari a proposito di alcune spese sospette. Ma non è detto che ciò segnerà la sua sconfitta

NEW YORK - Spese pazze della politica non solo in Italia: anche negli Stati Uniti, dove infuria la campagna elettorale in vista delle presidenziali del 2016. Il senatore Marco Rubio, candidato alla nomination repubblicana per la corsa alla Casa Bianca, ha infatti annunciato che pubblicherà gli estratti conto della carta di credito che gli venne affidata dal partito. La decisione arriva dopo che gli avversari nella corsa presidenziale di entrambi gli schieramenti, da Donald Trump a Hillary Clinton, sono tornati a puntare il dito su alcune spese sospette. Accuse che il senatore ha sempre respinto, affermando di aver sempre rimborsato il partito repubblicano.

Terzo, ma in ascesa
Questo scandalo potrebbe segnare una battuta d'arresto nell'inarrestabile ascesa del candidato 42enne della Florida. L'ultimo sondaggio realizzato da Wall Street Journal in collaborazione con la Nbc, vede Carson in testa con il 29% dei consensi - crescita decisiva rispetto all'ultima rilevazione ,- seguito da Trump che si attesta al 23%. Alle loro spalle, Marco Rubio all'11% e Ted Cruz al 10%, mentre Jeb Bush,che ancora non vuole mollare, staziona all'8%. Altri sondaggi, però, attestano l'ascesa del senatore della Florida: nelle rilevazioni di USA Today Marco Rubio sale addirittura in testa dopo l'ultimo dibattito repubblicano, dove ha fortemente convinto l'elettorato vista la sua ottima prestazione: Secondo i datielaborati dalla Quinnipac University, invece, Donald Trump sarebbe in testa con il 24% dei consensi e Ben Carson subito dietro con il 23%, mentre Rubio si attesterebbe sempre in terza posizione al 14%, seguito da Ted Cruz con il 13%. E Jeb Bush? In fondo alla classifica, con appena il 4% dei consensi. Dati rilevanti e significativi che dimostrano come qualcosa di grosso, sul fronte repubblicano, si stia definitivamente muovendo.

Un progetto studiato da tempo
L'ascesa di Rubio è stata in parte facilitata anche dalla crisi di Jeb Bush, che i sondaggi danno in irreversibile discesa. Tutto ciò spiana la strada ai progetti che Rubio starebbe coltivando ormai da 4 anni. Perché quale fosse l'obiettivo di Marco Rubio lo si ècapito già quando il senatore declinò l'invito di Mitt Romney a candidarsi come suo vice per le elezioni USA del 2012 che hanno poi visto la vittoria di Barack Obama. L'intento del politico classe 1971 era quello non rovinarsi l'immagine affiancandosi a un politico poco popolare come Romney, per puntare sulle elezioni del 2016.

Sostegni importanti
Il New Hampshire sarà uno Stato chiave per il destino di Rubio. Lì, infatti, pur essendo Carson e Trump sempre in testa, il senatore è passato, nel giro di un mese, dal 4 al 13%, soprattutto dopo la performance del 28 ottobre. Dalla sua parte, peraltro, il candidato vanta anche una delle personalità più ricche e influenti degli States: Paul Singer. Il miliardario e businessman americano sostiene infatti che Rubio sia l'unico candidato repubblicano in grado di tener testa a Hillary Clinton.

Le spese lo affosseranno?
Così, le accuse a lui rivolte a proposito di spese sospette potrebbero rivelarsi un'arma a doppio taglio: potrebbero cioè affossarlo, arrestando la sua ascesa, ma potrebbero anche rinforzarlo. Perché se Rubio supererà anche questa difficoltà, potrebbe davvero finire per diventare «l'Obama dei repubblicani», come già qualche analista ama definirlo.