21 giugno 2021
Aggiornato 22:00
Fonti Pentagono: 1.000 gli iraniani, incerto il numero dei russi

Siria, Pentagono: truppe iraniane e russe pronte all'offensiva ad Aleppo

Sono almeno 1.000 i soldati iraniani e i miliziani Hezbollah dispiegati a Nord di Aleppo, seconda città della Siria, in vista di un'offensiva contro i ribelli. A precisarlo al Daily Beast è stata una fonte del Pentagono

ROMA - Sono almeno 1.000 i soldati iraniani e i miliziani Hezbollah dispiegati a Nord di Aleppo, seconda città della Siria, in vista di un'offensiva contro i ribelli. A precisarlo al Daily Beast è stata una fonte del Pentagono, sottolineando che si tratterà del più vasto intervento iraniano in Siria dall'inizio della guerra, indice anche di un crescente coordinamento militare tra Teheran, Mosca e Damasco.

I sospetti del Pentagono
Secondo fonti del Pentagono, i movimenti di truppe iraniane stanno a indicare l'intenzione di Damasco e dei suoi alleati di sfruttare i raid aerei lanciati da Mosca a partire dalla fine di settembre, per riconquistare almeno parte di una delle città più importanti del Paese. Ma i funzionari americani sono anche convinti che, oltre alle truppe iraniane, ad Aleppo ci siano forze russe incaricate di guidare l'offensiva e di controllare e muovere l'artiglieria. Le fonti non hanno saputo precisare quanti siano i russi sul terreno, nè quando potrebbe iniziare l'operazione, ma un funzionario ha sottolineato: «Non c'è alcun vantaggio ad aspettare». Ieri il ministero della Difesa russo, nel suo quotidiano bollettino sull'operazione in corso in Siria, ha riferito anche di un raid nei pressi di Aleppo, dove Su-24M Fencer hanno distrutto una struttura terrorista che produce esplosivi.

Il ruolo dell'Iran
«Fino ad oggi il sostegno di Teheran ha mantenuto Assad al potere, ma è riuscito poco nell'azione per respingere l'opposizione. Il supporto militare iraniano al regime di Assad continua a crescere», ha spiegato un funzionario Usa dell'antiterrorismo. Proprio nella regione di Aleppo è rimasto ucciso la scorsa settimana un alto comandante dei Guardiani della rivoluzione iraniana, il generale Hossein Hamedani. E secondo i media iraniani ieri è giunta a Damasco una delegazione di parlamentari iraniani, guidata dal presidente della Commissione per la Sicurezza nazionale e gli Affari esteri, Alaeddin Boroujerdi, per discutere di lotta al terrorismo. Secondo l'agenzia Mehr, nel corso dei tre giorni di visita Boroujerdi incontrerà il presidente Bashar Assad, il presidente del Parlamento Mohammad Jihad al-Laham e il ministro degli Esteri Walid Muallem.

Verso una prima vittoria di Assad?
Se l'operazione dovesse riuscire e Assad dovesse riconquistare anche solo parte di Aleppo, si tratterebbe della prima vittoria del regime in una grande città. Soprattutto di una città da sempre considerata come una delle più importanti del Paese. Oggi Aleppo è in mano a tutti i gruppi di opposizione, compresi i jihadisti dello Stato islamico (Isis), che nelle ultime settimane sono riusciti ad avanzare anche traendo vantaggio dai raid russi.

(Con fonte Askanews)