23 luglio 2024
Aggiornato 03:30
Scintille con la Germania che ha aperto ai rifugiati

Migranti, Budapest: Germania ipocrita a minacciare sanzioni a chi non accoglie

Oggi il ministro degli Esteri magiaro Peter Szijjarto ha definito estremamente ipocrita e disonesto da parte di politici occidentali minacciare la sospensione dei fondi Ue per l'Ungheria

BUDAPEST (askanews) - Ci sono ancora scintille tra Ungheria e Germania sulla vicenda dei migranti. Oggi il ministro degli Esteri magiaro Peter Szijjarto ha definito «estremamente ipocrita e disonesto» da parte di «politici occidentali» minacciare la sospensione dei fondi Ue per l'Ungheria, «mentre il paese sta tentando di trovare una soluzione e una delle principali sfide dell'unione».

Affondo a Berlino
Il riferimento di Szijjarto, non esplicitato, è ad alcune dichiarazioni del vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel, che ieri ha chiesto a Budapest di migliorare le condizioni di accoglienza dei rifugiati, se non vuole avere conseguenze negative sui fondi europei. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale Mti.

Apertura frontiere non significa accesso illimitato
Szijjarto ha ribadito che il concetto di apertura delle frontiere in Europa non può essere equivalente a un «diritto d'accesso illimitato ad attraversare illegalmente il confine». E ha detto che le critiche sono «stranissime», visto che il paese «rispetta pienamente» le regole di Schengen e di Dublino.

Le chiacchierate dimissioni del ministro
Ancora oggi l'Ungheria è stata al centro delle cronache sulla crisi migratoria, a causa delle dimissioni del suo ministro della Difesa, in contrapposizione con Viktor Orban. Il primo ministro, infatti, ha sollecitato maggiore celerità nella costruzione della barriera anti-migranti, ma le sue parole sarebbero state colte come offensive dall'ex ministro, che avrebbe per questo rassegnato le sue dimissioni.