12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Intanto in Ungheria introdotta legislazione anti-immigrati

Migranti, il lungo esodo a piedi attraverso l'Ungheria

Corsie stradali completamente invase da un flusso ininterrotto di uomini in marcia attraverso l'Ungheria e diretti verso la Germania attraverso l'Austria. Hanno un sacchetto in mano o uno zaino sulla schiena o un figlio sulle spalle, nient'altro

BUDAPEST (askanews) - Corsie stradali completamente invase da un flusso ininterrotto di uomini in marcia attraverso l'Ungheria e diretti verso la Germania attraverso l'Austria. Hanno un sacchetto in mano o uno zaino sulla schiena o un figlio sulle spalle, nient'altro.

Nuova immagine simbolo
Dopo la tragedia del piccolo Aylan, il bimbo siriano annegato nell'Egeo, oggi è questa l'immagine che riempie gli schermi televisivi e le homepage dei giornali: un'Europa attraversata ancora una volta da popoli in fuga, che ricorda gli esodi degli anni Novanta nell'ex Yugoslavia o, peggio ancora, le deportazioni degli ebrei.

Marcia
Sono più di un migliaio i migranti, bloccati a Budapest da diversi giorni, che oggi si sono messi in marcia dalla stazione di Keleti per raggiungere l'Austria, alcuni anche in sedia a rotelle e con le stampelle. Fanno parte del gruppo di circa duemila persone bloccate nella cosiddetta «zona di transito", dopo che le autorità ungheresi avevano impedito loro di salire a bordo dei treni per l'Austria e la Germania poiché sprovvisti di visti. In marcia ci sono molti genitori con i figli sulle spalle, tutti disposti a camminare per quasi 200 chilometri - 175 per la precisione - verso la frontiera con l'Austria. Altri 300 migranti circa sono riusciti a fuggire da un campo di prima accoglienza eretto a Roszke, al confine serbo, inducendo l'Ungheria a chiudere questo valico di frontiera. La polizia magiara ha fatto sapere di essersi attivata per procedere all'arresto dei «fuggitivi».

L'Ungheria non li vuole
Intanto, mentre l'Europa si appresta ad approvare il ricollocamento di altre migliaia di rifugiati lanciando appelli alla solidarietà, il parlamento dell'Ungheria, paese dove solo ad agosto sono arrivati 50mila migranti - ha proclamato lo stato di emergenza e ha approvato nuove, rigide misure anti-immigrazione, volute dal governo della destra nazionalista di Viktor Orban, irriducibilmente contrario alla linea tedesca e alla ripartizione di «quote» di migranti. I governi di Praga e Bratislava invece hanno annunciato la loro disponbilità a creare un corridoio per i rifugiati che consenta loro di passare dall'Ungheria alla Germania attraverso la Slovacchia e la Repubblica ceca, in alternativa al passaggio attraverso l'Austria.