4 dicembre 2022
Aggiornato 22:00
Da superare il sistema Dublino

Gentiloni: sull'immigrazione decideremo quale Europa essere

Per il ministro egli Esteri, Paolo Gentiloni, le scene delle ultime settimane con gli sbarchi di immigrati in fuga dai paesi in guerra non sono degne della dignità e della storia del nostro continente

RIMINI (askanews) - Sul tema dell'immigrazione «o l'Europa ritrova se stessa oppure si perde definitivamente». Per il ministro egli Esteri, Paolo Gentiloni, le scene delle ultime settimane con gli sbarchi di immigrati in fuga dai paesi in guerra «non sono degne della dignità e della storia del nostro continente».

Tema che deciderà il futuro dell'Europa
«Il tema dell'immigrazione ci squassa tutti, anche semplicemente guardando le immagini nei tg - ha detto Gentiloni durante un convegno al Meeting di Cl -. Attraverso queste vediamo la dimensione di questo problema. Si tratta di un problema che deve essere risolto dalla sua origine al suo sbocco finale». Fondamentale sarà il ruolo che l'Europa riuscirà a interpretare davanti a questa emergenza. "Oggi si parla molto del destino dell'Europa - ha spiegato - e della necessità del suo rilancio. Non credo che il rilancio dell'Europa possa venire nel laboratorio delle ingegnerie istituzionali. L'Europa in questo momento deve riconquistare il proprio ruolo attorno al tema dell'immigrazione, è su questo tema che l'Europa o ritrova se stessa o si perde definitivamente. Scene come quelle degli ultimi giorni non sono degne della dignità e della storia del nostro continente».

Problema europeo
La convenzione di Dublino, che regolamenta il flusso degli immigrati, «fa parte di un'epoca» del passato ed «è superata». Per definire le nuove regole serve una «condivisione a livello europeo».  «La convenzione di Dublino che regola come vanno le cose oggi ma viene da un'altra epoca storica - ha detto Gentiloni -. Oggi in realtà le cose devono tenere conto di numeri enormi, di organizzazioni criminali, di guerre, di crisi, situazioni di fame in alcuni paesi e non possono più valere quelle regole»«Noi non possiamo più come italiani vedere imbarcazioni di altri paesi che per fortuna ci aiutano nel soccorso in mare ma poi portano i rifugiati nei porti italiani - ha proseguito -. E' uno degli aspetti da cambiare». Il concetto, per il ministro «è molto semplice: il problema è europeo e le regole di accoglienza devono essere condivise a livello europeo».