15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
Dijsselbloem:base per crescita, non sarà facile ma sono fiducioso

Grecia, sbloccato pacchetto aiuti, ma sulla partecipazione dell'FMI si discute ancora

Il board dell'Esm, Meccanismo europeo di stabilità, ha dato il via libera alla proposta di accordo di assistenza finanziaria per la Grecia, ma sulla partecipazione dell'FMI c'è ancora da discutere

ATENE (askanews) - Il board dell'Esm, Meccanismo europeo di stabilità, ha dato il via libera alla proposta di accordo di assistenza finanziaria per la Grecia. In base all'accordo, si legge in una nota, il Meccanismo europeo di stabilità darà alla Grecia in tre anni 86 miliardi. I 19 ministri delle Finanze dei paesi dell'area euro, che compongono il baord dell'Esm, hanno anche adottato un memorandum di intesa con la Grecia, specificando le misure che il governo greco intende intraprendere per affrontale le principali sfide della sua economia.

Prospettiva economica
Jeroen Dijsselbloem, presidente del board ha sottolineato come «questo accordo dà una prospettiva all'economia greca e una base per una crescita sostenibile. Il governo greco è tenuto alla attuazione di questo pacchetto di riforme ad ampio raggio con determinazione e noi monitoreremo il processo con molta attenzione. Come ho già detto non sarà facile. Sono sicuro che incontreremo problemi nei prossimi anni ma sono fiducioso che saremo in grado di affrontarli».

Nodo FMI
Ma sulla partecipazione al bailout del FMI, ancora c'è da discutere. Il coinvolgimento dell'istituzione di Washington è considerato fondamentale dalla Germania, il cui Parlamento ha appena approvato il pacchetto da 86 miliardi votato dall'eurogruppo. Ma il direttore del Fondo, Christine Lagarde, nel rimandare qualsiasi decisione a ottobre, ha già anticipato che per far parte della partita occorre accordare alla Grecia un «significativo alleggerimento del debito, ben al di là di ciò che è stato considerato finora».

Le condizioni del FMI
L'economista Raoul Ruparel, condirettore del think tank Open Europe, in un intervento appena pubblicato (http://bit.ly/1PlR7IL) ritiene che «il risultato più probabile è quello di una nuova estensione delle scadenze del debito, probabilmente attorno ai 50 anni, con il periodo di grazia (cioè una moratoria sui pagamenti) allungata tra i 20 e i 30 anni. Dubito invece che ci saranno molte modifiche sui tassi d'interesse». Tale mossa, puntualizza lo studioso, probabilmente sarebbe sufficiente a portare Lagarde a sostenere il coinvolgimento del Fmi ma va anche detto che «lo staff del Fondo ha già chiarito la sua insoddisfazione per il ruolo dell'istituzione e crede che le regole operative siano state portate al loro limite", con "molti stati menbri, in particolar modo dai mercati emergenti, che non vogliono alcun coinvolgimento». Se dunque il Fondo parteciperà al terzo salvataggio, anticipa Ruparel, «lo farà con un impegno finanziario molto limitato», possibilmente a quei 16 miliardi di euro rimasti nel proggramma precedente per Atene). D'altronde le opzioni accettabili agli europei sono limitate: «ora è chiaro - spiega Ruparel - che con la Grecia nell'Eurozona è molto improbabile ogni tipo di taglio del debito nominale a favore di Atene. Le opzioni di alleggerimento del debito, dunque, sono piuttosto limitate e concentrate sul riscadenzamento del debito».