8 marzo 2021
Aggiornato 22:30
Ricalcheranno quelle già presentate nel 1995

Abe si scuserà con i vicini asiatici per il ruolo del Giappone nella IIGM

La sensibile dichiarazione del primo ministro Shinzo Abe in occasione del 70mo anniversario della fine della seconda guerra mondiale, che verrà diramata il 14 agosto, conterrà anche parole di "scuse" ai vicini asiatici per il ruolo avuto dal Giappone nel conflitto

TOKYO (askanews) - La sensibile dichiarazione del primo ministro Shinzo Abe in occasione del 70mo anniversario della fine della seconda guerra mondiale, che verrà diramata il 14 agosto, conterrà anche parole di «scuse» ai vicini asiatici per il ruolo avuto dal Giappone nel conflitto. Lo ha riferito un alto esponente dell'amministrazione al quotidiano Asahi shimbun.

Le scuse ufficiali
«Le scuse sono entrate» nella dichiarazione, ha spiegato il funzionario rispondendo a una domanda del giornale. La formulazione dovrebbe ricalcare quella pronunciata nel 50mo anniversario dall'allora primo ministro socialista Tomiichi Murayama, ripresa anche Junichiro Koizumi nel 60mo anniversario della fine della guerra.

Cina e Corea del Sud in allerta
I principali vicini del Giappone - Cina e Corea del Sud - vedono nelle politiche di Abe tratti nazionalisti e osserveranno con particolare attenzione alla formulazione. In particolare i due vicini vorrebbero che fosse maggiormente evidenziata l'aggressione giapponese e i crimini commessi dalle truppe, a partire dalla drammatica vicenda delle donne - in buona parte coreane - costrette a prostituirsi per i soldati e definite «donne di conforto».

1995
La dichiarazione di Murayama del 1995, che è stata il punto di svolta nella politica del Giappone rispetto al passato, recita: «Durante un certo periodo di un passato non troppo distante, il Giappone, seguendo una politica nazionale stagliata, è avanzato lungo la via della guerra finendo per intrappolare il popolo giapponese in una crisi fatala, e, attraverso il suo governo coloniale e l'aggressione, ha causato terribili danni e sofferenze ai popoli di altri paesi, in particolare a quelli delle nazioni asiatiche. Nella speranza che tale errore non venga mai più commesso in futuro, osservo in uno spirito d'umiltà questi irrefutabili fatti della storia ed esprimo, qui ancora una volta, il mio sentimento di profondo rimorso, presentando le mie scuse di cuore».