30 luglio 2021
Aggiornato 03:30
La decisione di Chicago

5,5 milioni di dollari a chi fu torturato dalla polizia

Chicago istituirà un fondo di 5,5 milioni di dollari, per risarcire con 100.000 dollari ciascuna persona che fu torturata nel periodo in cui il dipartimento di polizia di Chicago fu guidato da Jon Burge. Le persone arrestate venivano sottoposte a elettroshock e finte esecuzioni.

CHICAGO (askanews) - Chicago ha approvato un accordo senza precedenti con il quale risarcirà le vittime e le famiglie delle persone torturate dalla polizia tra il 1972 e il 1991, nel tentativo di chiudere uno dei capitoli più bui della sua storia. Il provvedimento è stato votato all'unanimità dal consiglio comunale della metropoli e prevede un totale di 5,5 milioni di dollari alle persone sopravvissute a quelle brutalità, quasi tutte afroamericane.

100.000 dollari ciascuno
Il fondo sarà usato per dare 100.000 dollari a ogni persona che è stata torturata nel periodo in cui il dipartimento di polizia di Chicago fu guidato da Jon Burge. Il pacchetto comprende anche la costruzione di un monumento e l'accesso a servizi sanitari e borse di studio per frequentare l'università sia per le vittime che per i famigliari più stretti. Proprio il sindaco di Chicago, il democratico Rahm Emanuel, aveva definito l'operato di Burge una disgrazia per la città e un capitolo di storia da dimenticare: Burge e gli agenti sotto il suo comando hanno torturato più di 100 afroamericani, soprattutto nelle aree povere del South Side, creando un regime di violenza e intimidazioni.

Elettroshock e finte esecuzioni
Le persone arrestate venivano sottoposte a elettroshock e a finte esecuzioni, soprattutto per strappare loro confessioni. Burge inoltre guidava un gruppo di detective conosciuti come la Midnight Crew. Spesso le persone arrestate erano obbligate a giocare alla roulette russa o erano sottoposte a soffocamenti. Burge è stato licenziato nel 1993, ma non è mai stato accusato di crimini direttamente legati alle pratiche violente messe in campo. Solo nel 2010 è stato accusato di ostruzione alla giustizia e di falsa testimonianza, in un'inchiesta legata alle sue pratiche di tortura. Ha scontato quattro anni e mezzo in carcere e dal 2014 è di nuovo in libertà, continuando a percepire la pensione da poliziotto.