19 agosto 2019
Aggiornato 12:00
Ma la parata del 9 maggio sarà in grande stile

Tanti e illustri, i forfait occidentali a Putin

La parata del 9 maggio sarà grandiosa, ma i forfait dati a Putin sono molti e illustri: in primis Barack Obama, David Cameron, Francois Hollande (che però invia il suo ministro degli Esteri Laurent Fabius) e Angela Merkel. Circostanza che dimostra il deterioramento dei rapporti tra l'Occidente e Russia.

MOSCA (askanews) - La promessa è che la parata del 9 maggio quest'anno sarà grandiosa, imperiale, una dimostrazione di forza innanzitutto. La realtà è che gli attriti con l'Ovest hanno già in parte guastato l'evento per il 70esimo anniversario della Vittoria sulla Germania Nazista, costringendo chiunque a fare il paragone con il 2005, quando i leader occidentali erano accorsi compatti all'invito del Cremlino e Mosca era diventata davvero, quel giorno, il centro del Mondo.

Tanti e illustri i forfait
Ma i forfait di Barack Obama, David Cameron, Francois Hollande (che però invia il suo ministro degli Esteri Laurent Fabius) e Angela Merkel (che verrà tuttavia il 10 maggio) dimostrano quanto le relazioni si siano deteriorate. La brutta china, già imboccata con l'asilo offerto nel 2013 da Vladimir Putin alla talpa del Datagate Edward Snowden, è poi diventata drammaticamente scoscesa con la crisi ucraina da marzo 2014. E i posti vuoti lasciati dai leader occidentali sulla tribuna della Piazza Rossa dimostreranno sabato prossimo l'isolamento del Cremlino sul versante Ovest dello scacchiere internazionale.

Presenti Cina e Cuba
Putin, impegnato a onorare il grande giorno, avrà comunque la compagnia dei leader di Cina, Cuba e altri Paesi che per varie ragioni hanno motivi per dissentire rispetto all'Occidente. Per dirla con la rivista di opposizione The New Times: «I leader che siederanno con Putin sulla tribuna d'onore, non saranno semplici ospiti. Per i russi sarà la mappa del mondo in grado di affrontare diktat americano». La parata sarà inoltre, come sempre, una vetrina per l'industria della difesa russa, che quest'anno presenta il carro blindato Amata, completamente robotizzato, con torretta senza pilota. In tutto saranno 200 i veicoli blindati a sfilare, oltre a 15.000 truppe russe, 1.300 truppe straniere, tra cui guardie d'elite serbe, guardie d'onore cinesi e granatieri indiani. Nonché 150 aerei da combattimento.

Parata e sfilata
Al di là della grande politica, il 9 maggio resta un giorno altamente simbolico. Per gli elettori di Putin è l'ultimo di festa del lungo ponte di maggio, dedicato alla memoria del «grande sacrificio» che ha segnato come nient'altro l'identità sovietica e poi russa. Il sacrificio compiuto nella Seconda guerra mondiale, costata all'Urss 27 milioni di morti. Quest'anno dopo la parata sfileranno almeno 165 mila persone sulla Piazza Rossa, portando le foto di parenti che hanno combattuto in guerra: chi è stato ucciso, chi venne ferito, chi si espose al sacrificio per salvare i propri cari o per mettere in salvo soltanto degli sconosciuti. Tutte icone di eroismo del popolo, il trionfo del cittadino comune. E comunque un momento di estremo patriottismo, molto sentito e alimentato dai mezzi di comunicazione di massa, nonché dagli addobbi di gusto decisamente retrosovietico. Da giorni bandiere rosse verticali ornano i punti strategici e di maggior passaggio della capitale. Dal Kutuzovskij Prospekt, la principale arteria in direzione Cremlino, sino alla Piazza del Trionfo, dove la statua del poeta Vladimir Majakovskij (il preferito da Stalin) crea accanto agli stendardi la sensazione di un viaggio nel tempo. Nel passato sovietico, ovviamente.

Patriottismo sovietico
Peraltro nel recupero della simbologia di guerra, per le decorazioni cittadine, sono rispuntate in giro per Mosca anche le scritte in cirillico SSSR (Urss). Mentre la ong Memorial ha denunciato tentativi, soprattutto nella provincia russa, di riesumare l'iconografia staliniana, definendoli «blasfemi», ricordando che «i crimini di Stalin non hanno analoghi nella storia del Paese». L'organizzazione per i diritti umani ha sottolineato la mancanza di un «divieto statale sulla esaltazione pubblica di Stalin» considerato come «la mancanza di volontà di accettare limiti, che una volta superati, fanno perdere alla persona il diritto al rispetto del pubblico». La capitale russa è comunque impegnata da settimane nella preparazione dell'evento. Dal parco Gorky, che per il 9 maggio offre una programmazione speciale, con musiche, danze, orchestre di piccoli talenti che dedicheranno la propria esecuzione di canzoni tradizionali e inni ai veterani, sino alle rassegne cinematografiche e alle mostre. Tra queste ultime, forse la più interessante e commovente è quella all'ultimo piano del MAMM, il museo di arti multimediali, che presenta preziose foto dell'epoca. Dai drammatici scatti dell'assedio di Stalingrado, sino alle immagini dei prigionieri tedeschi e italiani. A riprova che quel passato e il suo dramma appartiene a tutti.