9 dicembre 2019
Aggiornato 21:30

Ed Miliband, da politico «goffo» a possibile nuovo primo ministro

Partito con un'immagine di strambo habitué di Westminster diventato leader laburista accoltellando alle spalle il fratello, Ed Miliband ha ora più di una chance di diventare il prossimo primo ministro britannico. Nonostante la goffaggine, ora ha delle chance di diventare premier

LONDRA (askanews) - Partito con un'immagine di strambo habitué di Westminster diventato leader laburista accoltellando alle spalle il fratello, Ed Miliband ha ora più di una chance di diventare il prossimo primo ministro britannico. Nonostante la goffaggine e la tendenza a commettere gaffe, il 45enne gode di un'incrollabile fiducia in se stesso, che ha convinto molti elettori della sua possibilità di arrivare a Downing Street. «Sono sempre stato sottovalutato» ha detto al suo feroce intervistatore, Jeremy Paxman, durante un dibattito elettorale televisivo con il premier David Cameron all'inizio della campagna.

Campagna elettorale energica
In netto contrasto che le sue insipide performance in parlamento contro Cameron, Miliband in campagna elettorale è apparso energico e disposto a correre rischi. Forse eccessivi, come quando ha deciso di scolpire sulla pietra le sue promesse elettorali, scatenando l'ironia del web. Ma ha anche partecipato con successo a un dibattito tv tra leader d'opposizione, contro il parere di chi lo avvertiva che non avrebbe potuto che uscirne sconfitto, e ha acconsentito a farsi intervistare dal comico Russell Brand, lingua tagliente e voce dell'antipolitica britannica.

Offensiva di Cameron
Dopo l'intervista Brand ha consigliato a suoi nove milioni di follower su Twitter di rinunciare al non-voto e di scegliere il Labour. Ma in un'apparizione televisiva in cui il pubblico lo metteva sotto accusa sui conti pubblici e sulle politiche per le aziende, il leader laburista è sembrato sulla difensiva ed è anche inciampato uscendo di scena. Negli ultimi giorni di campagna inoltre sembra essere stato preso in contropiede dall'offensiva di Cameron.