19 giugno 2019
Aggiornato 14:30
Chiesa Cattolica

Il Papa al popolo colombiano: «Lottate per verità e la giustizia»

L'incoraggiamento di Papa Francesco rivolto ai vescovi e al popolo della Colombia, in una lettera - a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin - inviata in occasione della Settimana Santa.

CITTÀ DEL VATICANO (askanews) - Proseguire «l'opera di giustizia, fraternità, solidarietà, dialogo e comprensione», «fondamenta» per costruire «una società rinnovata». L'incoraggiamento di Papa Francesco rivolto ai vescovi e al popolo della Colombia, in una lettera - a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin - inviata in occasione della Settimana Santa.

Si dice consapevole il Papa dell'importanza cruciale di questo momento, in cui il popolo colombiano con «rinnovato sforzo» sta «cercando di costruire una società più giusta e fraterna: una società in pace». Da qui, riferisce la Radio vaticana, l'invito a collaborare tutti «nell'opera di pace che nasce dall'amore di Dio" e "a lottare senza sosta contro ogni forma di ingiustizia, iniquità, corruzione, esclusione, e contro quei mali che distruggono la vita della società».

«Costruire la pace - sottolinea il Papa - è un processo complesso che non si esaurisce in spazi o piani a breve termine. Bisogna correre dei rischi per cementare la pace a partire dalle vittime, con un impegno costante al fine di ripristinare la dignità, per riconoscere il dolore riparando così il danno subìto».
«Costruire una pace stabile e duratura - prosegue Francesco - significa anche lavorare in favore di rapporti sani nelle famiglie colpite oggi da preoccupanti situazioni di violenza affinché, trasformate dalla potenza del Vangelo, siano semi e scuola di una cultura di pace e di riconciliazione». Dà quindi un incoraggiamento: «non perdetevi d'animo e non abbandonate la speranza di fronte alle difficoltà» e «continuate a lavorare per la verità, la giustizia, la riparazione» e perché «ciò che è stato non si ripeta».

Per questo «è necessario correre il rischio di trasformare tutta la Chiesa» parrocchie e istituzioni in un «ospedale da campo», ovvero «un luogo sicuro dove sia possibile far reincontrare chi ha subito le atrocità con chi ha agito con violenza». Che «nella Chiesa - esorta Francesco - tutti trovino guarigione e opportunità per recuperare la dignità perduta o tolta. Che diventi possibile il pentimento, il perdono e la decisione di non riprodurre di nuovo la catena di violenza».