17 giugno 2019
Aggiornato 18:30
Relazioni USA-Cuba

Fidel Castro ha incontrato gli agenti cubani liberati da Washington

Gerardo Hernandez, Ramon Labanino e Antonio Guerrero, condannati nel 2001 a pesanti pene detentive per spionaggio, sono rientrati a Cuba il 17 dicembre, giorno dello storico annuncio del disgelo fra Cuba e gli Stati Uniti.

L'AVANA - L'ex presidente cubano Fidel Castro ha incontrato questo fine settimana i tre agenti cubani liberati a dicembre dagli Stati Uniti nel quadro dello storico riavvicinamento annunciato fra i due Paesi. «Li ho ricevuti sabato 28 febbraio, 73 giorni dopo che avevano rimesso piede in terra cubana» e «ho ascoltato i loro straordinari ed eroici racconti», ha scritto Fidel in una lettera pubblicata da diversi giornali ufficiali.

Sul suo sito internet, il quotidiano Granma ha postato 13 foto dell'incontro, sulle quali l'ex capo dello Stato 88enne appare seduto e visibilmente dimagrito. Svoltosi sabato nell'abitazione del padre della rivoluzione cubana nell'ovest dell'Avana, all'incontro hanno partecipato anche altri due agenti liberati in precedenza dagli Stati Uniti, secondo i media di Stato. Prima di lasciare il potere nel 2006, l'ex presidente cubano aveva fatto della liberazione di questi cinque agenti una vera causa nazionale.

E la sua mancata apparizione al ritorno sull'isola delle ultime tre spie liberate aveva alimentato nuove speculazioni sulle sue condizioni di salute. Speculazioni che hanno avuto fine solo all'inizio di febbraio, con la pubblicazione delle prime fotografie del Lider Maximo da sei mesi a questa parte.

Sulle istantanee pubblicate oggi da Granma, sono anche riconoscibili accanto a Fidel Castro e ai «Cinque» eroi, la moglie, Dalia Soto del Valle, e il nipote, colonnello Alejandro Castro Espin, figlio del presidente Raul Castro.

Gerardo Hernandez, Ramon Labanino e Antonio Guerrero, condannati nel 2001 a pesanti pene detentive per spionaggio, sono rientrati a Cuba il 17 dicembre, giorno dello storico annuncio del disgelo fra Cuba e gli Stati Uniti. Rene Gonzalez e Fernando Gonzalez erano stati invece liberati rispettivamente nel 2014 e nel 2013 dopo degli sconti di pena. Le autorità cubane hanno sempre ammesso che i cinque erano degli agenti dei servizi ma respingevano l'accusa di spionaggio. «Non hanno mai fatto male a nessuno negli Stati Uniti, cercavano solo di prevenire e di impedire atti terroristi contro l'isola», ha ripetuto Fidel Castro nella sua lettera.