11 agosto 2020
Aggiornato 05:30
L'analisi del think tank britannico che sta seguendo gli sviluppi

Isis, ecco la strategia per attaccare l'Italia e l'Europa attraverso la Libia

Ci sarebbero numerosi gruppi di estremisti pronti ad arruolarsi nelle fila dello Stato islamico, provenienti anche da Siria e Iraq. Obama, intanto, torna a farsi sentire.

ROMA - C'è da avere paura a leggere i risultati delle analisi del think tank britannico che sta lavorando sull'anti-terrorismo in queste ore. Lo Stato islamico ha intenzione di conquistare l'Europa passando attraverso la Libia, questo il succo del discorso. Grazie alla sua posizione e il suo affaccio ideale sul continente europeo, i terroristi sarebbero pronti a traghettare illegalmente combattenti dal Nord Africa attraverso il Mediterraneo, sfruttando porti strategici come quello a sud dell'isola di Lampedusa, per poi sferrare un attacco a tutto campo al sud Europa. Stando a quanto emerso dal materiale studiato dagli esperti, la propaganda Is dice chiaramente che la Libia «ha una lunga costa e guarda sugli Stati crociati del sud, che possono essere raggiunti con facilità anche da una barca rudimentale». I combattenti pare stiano arrivando a ondate in Libia, sia dalla Siria che dall'Iraq: non dimentichiamo che l'Isis gode di un'influenza mediatica straordinaria, capace di attrarre giovani aspiranti jihadisti da tutto il mondo.

RISCHIO TERRORISTI TRA I MIGRANTI SOCCORSI - Vogliono conquistare Roma, «con il permesso di Allah», hanno detto nell'ormai tristemente noto video della decapitazione di 21 egiziani. Il nostro Paese rappresenta per loro un "potenziale immenso». È lecito domandarsi se tra le migliaia di migranti clandestini soccorsi dalla nostra marina militare ci siano dei potenziali terroristi. L'ambasciatore egiziano a Londra, Nasser Kamel, non ha usato mezzi termini: «Quelle barche stracolme di persone che cercano di attraversare il Mediterraneo nelle prossime settimane, se non agiamo insieme, saranno barche piene anche di terroristi». Più di 207mila persone hanno tentato la traversata via mare verso l'Europa quest'anno, ha detto l'Onu, quasi tre volte il precedente picco di 70mila persone nel 2011, anno in cui era scoppiata la guerra civile libica.

OBAMA INTERVENTISTA - Obama, intanto, da Oltreoceano sta mettendo in campo tutti gli sforzi per sedare il terrorismo all'estero, come lui stesso ha scritto oggi sul Los Angeles Times. Gli estremisti islamici sono tanti, e sparsi in tutto il mondo: Stato islamico, Al-Qaeda e i suoi affiliati, Talebani, Al-Shabaab, Boko Haram. «Di fronte a questa sfida, dobbiamo essere uniti a livello internazionale e qui a casa», ha scritto il presidente Usa. «Sappiamo che la forza militare da sola non può risolvere questo problema. Né possiamo semplicemente allontanare i terroristi che uccidono civili innocenti. Dobbiamo anche affrontare i violenti estremisti – propagandisti e reclutatori – che non sono coinvolti direttamente in atti terroristici ma che radicalizzano il fenomeno, reclutando e incitando i terroristi».