23 ottobre 2020
Aggiornato 23:30
Obama ha perso perché la borghesia si sta impoverendo

Negli Usa l'economia vola, ma la middle class piange

Nel terzo trimestre il tasso di crescita degli Usa è stato del 3,5% (4,6%) nel secondo, ma i salari non aumentano e la classe media vede diminuire il suo reddito reale. Nonostante gli indicatori positivi, quella di Obama era una sconfitta annunciata: gli americani non si sono fidati, perché gli effetti positivi della ripresa sono lontani dai loro portafogli.

ROMA - Nel terzo trimestre il tasso di crescita degli Usa è stato del 3,5% (4,6%) nel secondo, ma i salari non aumentano e la classe media vede diminuire il suo reddito reale. Nonostante gli indicatori positivi, quella di Obama era una sconfitta annunciata: gli americani non si sono fidati, perché gli effetti positivi della ripresa sono lontani dai loro portafogli.

L'ERRORE DI OBAMA: NON INGRAZIARSI LA BORGHESIA - La classe media sta peggio oggi di quando Obama è entrato in carica. Pochi sono gli americani che ancora stanno dalla parte del primo presidente nero della storia americana: solo il 42%, secondo l’ultimo sondaggio di Washington Post-Abc News. E’ stata questa la principale colpa di Barack Obama: poco o nulla è riuscito a fare per la classe media, che ha visto diminuire il proprio reddito reale e aumentare i costi di gestione della famiglia. I repubblicani si sono fatti valere nel bloccare i provvedimenti che avrebbero potuto portare ad un aumento delle retribuzioni e del salario minimo, a migliori tutele per i disoccupati e a un aumento degli investimenti pubblici. Ma da Obama ci si aspettava di più.

A RISCHIO IL PATTO TRANSATLANTICO CON L'UE - La sconfitta di Obama e la perdita del Senato potrebbe causare la chiusura della trattativa con Ue sul Trattato Transatlantico sul commercio e gli investimenti, il cosiddetto «trattato sul libero scambio». I primi ad essere contrari al trattato, a dire il vero, sono gli stessi democratici: se per Obama la nascita del mercato di libero scambio più grande al mondo (formato dai Paesi che producono il 47% del Pil mondiale) aumenterà l’occupazione e farà crescere le esportazioni, i democratici invece ritengono che si scatenerà una concorrenza al ribasso per i salari e i posti di lavoro per far fronte all'import dall'estero. Il paradosso è che ora il presidente Obama potrebbe cercare un'alleanza proprio con gli avversari repubblicani per ottenere l'approvazione sul Ttip, che dovrebbe entrare in vigore nel 2015.