25 febbraio 2021
Aggiornato 14:00
Politiche europee

Commissione UE: sette vicepresidenti per Juncker

Il neopresidente eletto Jean-Claude Juncker ha presentato oggi la nuova Commissione europea. Intorno a lui graviteranno sette vicepresidenti, che garantiranno lavoro di squadra e coerenza, un team leader che coordinerà gli altri altri commissari nello svolgimento delle loro funzioni.

BRUXELLES - La nuova Commissione europea, presentata oggi dal presidente eletto Jean-Claude Juncker, più ancora che per le attribuzioni dei portafogli ha suscitato l'interesse dalla stampa internazionale per la struttura, radicalmente nuova, della divisione dei ruoli, delle funzioni e del potere fra i commissari designati e i vicepresidenti.

SETTE VICEPRESIDENTI PER JUNCKER - Juncker ha parlato (in francese, perché suona meglio visti gli antecedenti storici) di una vera e propria "rivoluzione" interna. In sostanza, sotto di lui, sette vicepresidenti coordineranno il lavoro di diversi altri commissari, quando i portafogli di questi ultimi hanno a che fare con da una delle priorità politiche decise dalla Commissione. Juncker ha spiegato che si tratterà di «team leader» che dovranno assicurare il «coordinamento» mentre sarebbe fuorviante parlare di "supervisione" da parte dei Vicepresidenti sugli altri commissari, e di membri di serie A e di serie B in seno alla Commissione.

NIENTE CLUSTER:  SI ALL'OSMOSI - E non si tratta neanche di creare i cosiddetti "cluster», ovvero gruppi di commissari con competenze in settori vicini o collegati che lavorano a stretto contatto fra loro, ma che poi sono permanentemente separati dagli altri gruppi, come squadre diverse in un torneo si calcetto. Non ci sarà, infatti, una corrispondenza univoca fra un commissario e un vicepresidente, ma l'attività di uno stesso commissario potrà interessare diversi vicepresidenti, a seconda del soggetto.

Per esempio, la responsabile della Politica regionale (Corina Cretu) potrà trovarsi a collaborare con ben sei dei sette vicepresidenti, e precisamente con quelli responsabili di: Mercato unico digitale (Andrus Ansip), Lavoro, Crescita, Investimenti e Competitività (Jyrki Katainen), Unione dell'energia (Alenka Bratusek), Euro e del Dialogo sociale (Valdis Dombrovskis), Bilancio (Kristalina Georgieva), o ancora con il primo vicepresidente Frans Timmermans per la «Better regulation». Mancherebbe solo l'Alto rappresentante per la Pesc (Federica Mogherini), che a sua volta si troverà a coordinare ben sette commissari: all'Immigrazione e Affari interni (Dimitris Avramopoulos), alla Politica di vicinato e negoziati per l'allargamento (Johannes Hahn), ai Trasporti (Maros Sefkovic), al Commercio (Cecilia Malmstroem), all'Aiuto umanitario (Christos Sylianides), al Clima ed Energia (Miguel Arias Cañete), e alla Cooperazione internazionale e sviluppo (Neven Mimica).