25 febbraio 2020
Aggiornato 13:30
Relazioni internazionali

La Norvegia imbarazzata dal Dalai Lama

L'arrivo della guida spirituale tibetana, in occasione del 25esimo anniversario del suo Premio Nobel per la Pace, è previsto il 7 maggio: entro tale data il governo norvegese dovrà decidere se incontrarlo ufficialmente, suscitando in tal modo le ire cinesi, o far finta di nulla attirandosi le critiche degli attivisti per i diritti umani

OSLO - Il Dalai Lama sarà in Norvegia a breve e nel Paese si è aperta la discussione se peggiorare ulteriormente le già non felici relazioni con la Cina, incontrando ufficialmente il monaco buddista. Diversi esponenti della società civile hanno criticato la «codardia» dei propri politici di fonte a Pechino.

RAPPORTI INTERROTTI CON CINA DAL 2010 - L'arrivo della guida spirituale tibetana, in occasione del 25esimo anniversario del suo Premio Nobel per la Pace, è previsto il 7 maggio: entro tale data il governo norvegese dovrà decidere se incontrare ufficialmente il Dalai Lama, suscitando in tal modo le ire cinesi, o far finta di nulla attirandosi le critiche degli attivisti per i diritti umani. La concessione del Nobel per la Pace al Dalai Lama - considerato dalla Cina un «separatista» - era già stata al centro di un caso diplomatico con Pechino; dopo che nel 2010 un altro Nobel è andato al dissidente cinese Liu Xiaobo, la Cina ha interrotto ogni relazione ad alto livello con la Norvegia. A complicare la cose dal punto di vista di Oslo è che sia il presidente del Parlamento - seconda carica dello Stato nel rango protocollare - Olemic Thommessen che il ministro degli Esteri Boerge Brende hanno diretto in passato il comitato parlamentare per il Tibet: una loro marcia indietro viene quindi considerata dall'opinione pubblica un'abdicazione inaccettabile i principi difesi fin qui.

I SONDAGGI - I sondaggi infatti danno un 60 per cento dei norvegesi che ritengono che il governo debba ricevere ufficialmente il Dalai Lama e la metà definisce «vigliaccheria» il non farlo per un riguardo verso la Cina; solo il 20 per cento appoggia la decisione già annunciata da Thommessen di non incontrare il leader spirituale tibetano.